Team

Lo spirito imprenditoriale è fatto di squadra

Perché l’imprenditore – che non è l’affarista – usa il denaro non per il potere, ma per realizzare le proprie idee. È pronto al sacrificio e ama il rischio e il cambiamento. È ottimista, fiducioso, responsabile e altruista.

Così scrive Daniele Barbone nel suo Runner si diventa: dall’ufficio al deserto, il libro uscito quest’anno, dove racconta di come in sei anni sia passato dal correre intorno al proprio isolato (finendo il giro con il fiatone) fino a correre la 100 km del Sahara.

Cosa c’entra questo con lo spirito imprenditoriale?
Tutto! Leggete il libro di Daniele, che è imprenditore oltre che runner, e capirete.

Oggi abbiamo bisogno di imprenditori. Abbiamo bisogno di sognatori che grazie a team costruiti intorno al loro sogno realizzino progetti per il nostro domani. Ciò che un imprenditore non deve dimenticare è infatti il team, il luogo delle competenze.

Il successo dell’individuo è in realtà frutto del lavoro di un microcosmo che si muove verso lo stesso obiettivo

scrive Daniele e come dargli torto? Ogni azienda gira se il il proprio microcosmo, il team, pedala nella medesima direzione. Avete mai provato ad andare in canoa con quello seduto dietro di voi che rema al contrario?

Il team è il luogo delle competenze, ho scritto poco sopra. ma è anche il luogo dove nascono le idee in fase di brainstorming e dove successivamente le idee si strutturano in progetto. Non capire le dinamiche di sviluppo e degli strumenti del team vuol dire non dare spazio a tutte le sue potenzialità.

È nel team che le competenze diventano impresa se alla guida c’è un imprenditore con un progetto. Facendo una facile metafora potremmo dire che:

  1. Il Team è l’auto
  2. Le Competenze sono la benzina
  3. Il Progetto è la strada
  4. L’Imprenditore è il pilota

Quindi é intorno a questi quattro punti fondamentali che si concentra tutto. Trascurarne uno metterebbe a dura prova la riuscita del business, pensate ad un team senza competenze o senza un progetto da seguire. tutto sarebbe affidato al caso.

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È tutta una questione di Team

La domanda che mi pongo da qualche tempo è: quali sono gli sforzi che un social media manager compie per raggiungere gli obiettivi del proprio cliente?
E ancora: in che cosa consiste questo rapporto? esistono comportamenti virtuosi nella gestione del cliente? Quando delle difficoltà, in un progetto di Social Media Marketing, vengono dal flusso di lavoro a monte rispetto al mercato?
La risposta non può essere univoca ed esaustiva. Sicuramente esistono comportamenti virtuosi nella gestione del cliente e sicuramente un flusso di lavoro impostato bene fa sì che un team lavori al meglio senza eccessivo dispendio di energie.
Il rapporto tra consulente (parola che personalmente non amo) e organizzazione (non sempre il cliente è un’azienda) può assumere diverse forme. I due estremi sono:
A – La prima è quella del “ragazzo” che mi posta i link su Facebook (Magari il “ragazzo”, ha 40 anni, una laurea e un master in una prestigiosa Business School…). In questo caso il flusso di informazioni e di lavoro è a senso unico. Il committente comunica al “fornitore di servizi” il quale comunica al mercato.
B – La seconda è quella del consulente che gestisce  sì i social, ma contribuisce a creare valore in azienda supportandola nella stesura e nell’attuazione di un piano marketing integrato.
Il ruolo del social media manager va visto aziendalmente come un ingranaggio all’interno del sistema azienda, un tassello della supply chain da integrare nel processo aziendale, se si vuole approfittare delle risorse messe in campo senza buttare via soldi.
pensiamo a quanto cosa avere un consulente e ai benefici che se ne vogliono trarre. per farlo immaginiamo una squadra di calcio che gioca senza schemi e la risposta sarà presto chiara.
Ok, tutto chiaro, spero, ma cosa vuol dire integrare il lavoro del consulente nella supply chain aziendale?
Integrare, vuol dire far parte di una squadra. Vuol dire sapere che se l’azienda sta organizzando un meeting per la metà di giugno, forse è il caso di mettersi al lavoro almeno un paio di mesi prima per promuoverlo attraverso il web e i social network. Integrare vuol dire condividere informazioni, vuol dire coordinare. L’azienda è come il corpo umano e sempre di più questo corpo, ha arti “esterni” (cerca competenze in outsourcing). Più sono le figure “esterne”, più è necessaria coordinazione, in quanto queste ultime non vivono l’azienda dall’interno, in alcuni casi i consulenti non vivono neppure nella stessa nazione dell’azienda.
Da dove partire, allora per creare il team?