Social Network

I tempo e la ripetizione nel social media marketing

Ogni volta che parliamo di Social Media Marketing parliamo di relazione. I Social Media così come i Social Network esistono per creare relazioni tra persone. Sia offline che online si cerca di costruire relazioni che persistano nel tempo.

Nel Social Media Marketing si utilizzano spesso termini che hanno in sé una fortissima connotazione temporale. Si tratta di una connotazione temporale orientata alla persistenza ed in certo qual modo alla ripetitività.

Non potete fare pubblicità oggi e smettere domani. Non state parlando a una piazza, state parlando a una processione

Questa esortazione di Francesco De Nobili in (prima) Content (poi) Marketing: Il contenuto al centro di ogni strategia di comunicazione (2015) rende chiaramente l’idea del fatto che neppure la mera attività di advertising è esente dal fare i conti con una prospettiva temporale allungata nel tempo. Il concetto si inserisce in un orizzonte temporale esteso.

La relazione – il concetto chiave per eccellenza nel social media marketing così come nello storytelling – si sviluppa all’interno di un orizzonte temporale. Tra le domande che ogni contenuto porta con sé, oltre a quando pubblicare? dobbiamo aggiungere per quanto tempo pubblicare? e ogni quanto pubblicare? Per questo è necessario preparare un piano editoriale ragionato e un calendario editoriale che si occupino coerentemente del singolo contenuto.

La realtà del contenuto condiviso è spesso una realtà fluida e incostante. La parola condivisa va riconfermata con ciclicità. È necessario capire con chi stiamo dialogando online anche quando questo risulta difficile. Uno dei maggiori errori commessi in questo senso è dimenticarsi di affermare la propria identità – e la base di valori che la contraddistingue – in ogni post che scriviamo.

Ogni qualvolta prepariamo un tweet, un post, un’immagine da condividere dobbiamo pensare che una parte delle persone raggiunte non avrà un’idea precisa di chi siamo o di cosa facciamo.

Il Social Media Marketing è ripetizione, affermazione e reiterata conferma della nostra identità e dei nostri contenuti.

 

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Social e blog: differenze e sinergie

Qualche settimana fa Facebook cambia il proprio algoritmo inserendo, tra i fattori decisivi affinché un post aumenti il proprio rank, il fattore tempo di permanenza del lettore. In breve, se mi soffermo maggiormente sui post di una certa pagina, i successivi post mi saranno mostrati dall’algoritmo con maggior facilità.

Da diverso tempo si parla di Inbound Marketing, termine che identifica una strategia di marketing basata sulla produzione di contenuti interessanti che attirino l’utente sulla propria piattaforma/blog/sito di propria spontanea volontà. Si contrappone a quel marketing basato in particolar modo sull’interruzione, atteggiamento tipico dell’advertising per come è concepito accademicamente. Anziché spendere soldi per avvisare il mio utente che ho delle soluzioni che gli fanno comodo, condivido in rete dei contenuti per lui utili in modo che nel momento in cui avrà un problema, sarà lui a cercare la soluzione da me.

Inutile dire che se nella maggior parte dei casi abbiamo concepito i social come riserve nelle quali pescare i nostri utenti e portarli in casa nostra (sul nostro sito) per carpirne pure la taglia di scarpe, oggi questo sarà più difficile. Lo stesso Riccardo Scandellari ha fatto delle interessanti riflessioni a proposito in un post intitolato L’inbound marketing va ripensato scritto appunto dopo la modifica introdotta dal social di Zuckerberg.

La strategia va ripensata, va messa in discussione, ma non dimenticare che due aspetti del tuo lavoro sui social oggi, domani e sempre:

  1. Lavora sui contenuti, che siano interessanti e utili per la tua community
  2. Reputazione e autorevolezza delle persone del tuo team sono la chiave

Ad oggi io cerco di equilibrare il più possibile la presenza dei brand che hanno affidato a me la loro comunicazione online tra piattaforme proprietarie (blog, area news, etc.) e social senza forzare troppo da un lato o dall’altro anche se ovviamente va fatta distinzione tra un brand che gode già di fama e visite dirette al sito a chi invece deve ancora emergere.

Pur essendo vero che tutto ciò che facciamo sui social non lo facciamo a casa nostra, è pur vero che la fiducia del utente la possiamo guadagnare anche stando su piattaforme non proprietarie. Pensare che l’inbound marketing concepisca i social come semplici bacini di utenti è errato. A dimostrarlo le recenti news a proposito della possibilità di acquisto di un prodotto senza dover lasciare la piattaforma di Zuckerberg.

Ma non solo. Pensare che essere su Facebook, così come su altri social, serva a raccogliere indirizzi mail, numeri di telefono o ordini è molto riduttivo. Non dimenticare che la componente emotiva gioca un ruolo fondamentale nel processo di acquisto.

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