Run4Bethlehem

Run4Bethlehem: le ultime settimane prima della Stockholm Half Marathon

Da qualche settimana non scrivo più a proposito di Run4Bethlehem. Gli allenamenti sono andati avanti, anche se le due settimane passate in Italia nella seconda metà di luglio mi hanno decisamente fatto male. Non essendo abituato a quel clima torrido ho sofferto ogni uscita e ho perso il ritmo degli allenamenti. Al mio ritorno qui in Svezia ho ripreso il programma stabilito in vista del 12 settembre grazie soprattutto al clima favorevole.

Nel frattempo ho partecipato alla Midnattsloppet di Stoccolma, la 10 km più partecipata d’Europa con oltre 40.700 iscrizioni nel 2014 e oltre 37 mila nel 2015. È piacevole partecipare a queste manifestazioni per prendere il feeling con la corsa competitiva. Trovo queste esperienze bellissime e rigeneranti tanto’è che ho percorso oltre metà gara con il sorriso stampato in faccia.

Ho ancora 10 uscite prima della tanto attesa Mezza Maratona di Stoccolma. Alle tre uscite programmate ne aggiungo una di 4-5 km di trail su sentiero con scarpe poco ammortizzate (natural) per rinforzare i piedi. Anche in questo caso non voglio strafare, aggiungerò magari un chilometro settimanale di natural trail una volta raggiunto l’obiettivo della mezza il 12 settembre. Quello di correre sui sentieri è un desiderio che vorrei portare avanti magari partecipando a qualche competizione l’anno prossimo.

Il mio primo obiettivo è stato fin dall’inizio quello di portare a termine i 21 km di Stoccolma, ma speravo di poterlo fare entro le 2 ore e 10. Ora devo essere realistico e puntare a chiuderla in meno di 2:30. Poco male, avrò tutto il 2016 per migliorare la mia performance sulla mezza maratona. Nel frattempo devo ammettere che la 10k è una distanza che mi piace tantissimo, chissà se proverò le stesse gioie con la 21k.

Dal punto di vista social puoi seguire il progetto Run4Bethlehem sulla pagina Facebook, iscrivendoti al Gruppo CBH Running Team oppure seguendoci su Twitter.

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È iniziata la preparazione alla mezza maratona di Stoccolma

Il tempo passa e la Stockholm Half Marathon si avvicina. Il programma di 16 settimane per prepararmi all’evento è iniziato lunedì 27 maggio e come prima settimana è andata bene anche se non è stata troppo spinta.

Lunedì 40 minuti lenti, giovedì 60 e domenica mattina 90, sempre tentando di mantenere un’andatura lenta tra i 6’40” e i 7’15” minuti per chilometro. Nulla di spettacolare. La vera prova è stata quella di domenica mattina visto che non ho mai corso per 90 minuti filati prima d’ora. Se fino a sabato sera il pensiero mi eccitava, domenica mattina un po’ di paura l’avevo. Ogni volta che ci si mette alla prova si è un po’ tesi.

Sia giovedì che domenica ho optato per un percorso molto bello, quasi esclusivamente in mezzo ad alberi o sulle rive del Lago Mälaren (il terzo lago svedese per superficie, 3,4 volte il lago di Garda) vicino a casa mia. Questo però ha voluto dire soffrire il vento freddo proveniente da ovest che forse mi ha un po’ ostacolato. Correre con il vento freddo che ti sferza il viso ha senza dubbio ripercussioni sul cronometro, ma la sensazione di pace e di vigore interiore che si prova è indescrivibile, sembra quasi di vivere un’esperienza inaccessibile agli altri.

I primi chilometri, nonostante faccia 10 minuti di cyclette e 10 di stretching prima di partire, sono sempre drastici. Superato il terzo/quarto chilometro inizio a prendere consapevolezza di me stesso. Nell’uscita di domenica mi sono reso conto che dal 10 chilometro (gli ultimi 22 minuti) in poi ho dato il meglio, le gambe andavano avanti da sole e il mio passo era costante. Uscire senza fare riscaldamento e stretching per me è deleterio, non riesco ad ingranare come vorrei neppure dopo diversi chilometri. Uscire già caldo mi permette di vivere al meglio il piacere della corsa, dell’uscita in sé. Senza contare il rischio infortuni che un buon riscaldamento riduce drasticamente.

L’importanza di avere un programma di allenamento è incommensurabile. Affidarsi ad un calendario fatto di appuntamenti ragionati e prestabiliti ti aiuta ad affrontare ogni uscita focalizzato sul risultato da raggiungere. Dalla settimana prossima so già che le mie settimane saranno scandite da un’uscita lenta il lunedì o il martedì, una seduta di ripetute il giovedì e un lungo la domenica.

La raccolta fondi prosegue, anche se lentamente. Questo mi rincuora, e ho comunque qualche bella idea per stimolare i miei contatti. ti ricordo infatti che sto preparando la mezza maratona di Stoccolma per raccogliere fondi a favore del Caritas Baby Hospital di Betlemme, l’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania. Se vuoi sostenermi, dona cliccando sul banner qui sotto.

Grazie in anticipo e buone corse a tutti 😉

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La mia prima gara

Sabato ho corso la prima gara della mia carriera di runner.
Mentirei se vi dicessi che non ero nervoso. Ho iniziato a sentire la tensione per la competizione di 10 km di Norra Djurgårdsstadsloppet già alcuni giorni prima.

Non mi sono preparato nello specifico per i 10 chilometri di sabato, ho voluto inserire questo evento nel mio cammino verso la Mezza Maratona di Stoccolma del 12 settembre. È una distanza che in allenamento ho già coperto un paio di volte, senza spingere, per lavorare sulla durata più che sulla velocità, ma volevo a tutti i costi sperimentare il prima possibile l’atmosfera della gara, la compresenza di altri corridori, il profumo della competizione. Ho scelto la 10 chilometri e non la 5 inoltre per spirito di sfida e ne sono soddisfatto.

Il percorso designato dagli organizzatori è stupendo, se passerete mai da Stoccolma vi esorto a provarlo perché merita tantissimo, anche solo per una lunga passeggiata. Il tempo è stato clemente e la temperatura mite, cosa chiedere di più? Alle 13.45 siamo partiti ed io, consapevole dei miei limiti mi sono tenuto infondo al gruppo pensando che avrei dovuto tenere il mio passo, seppur lento.

La maggior parte dei partecipanti hanno tenuto fin da subito ritmi decisamente alti, me ne sono accorto quando il mio smartphone mi ha comunicato di aver percorso il primo chilometro in 5.44 minuti. Il mio obiettivo era di tenere una media di 6.30 minuti/km per stare sotto 1h 10 minuti di gara. Al secondo chilometro ho cominciato a sentire subito la stanchezza, mi capita sempre, e al terzo mi sono venuti dubbi sulla mia preparazione. Al quinto, in mezzo ad una fattoria didattica con mucche e capre ho visto il primo punto ristoro con bicchieri d’acqua e passato quello ho capito che avrei finito la gara. Dal 5° all’8° il mio passo è stato costante, tanto che il 6° il 7° chilometro li ho percorsi entrambi in 6.30 minuti ciascuno con il passo che la mia preparazione mi ha concesso come confortevole. Dall’ottavo in poi ho cominciato a prendere i corridori che avevano speso troppo all’inizio e li ho superati, non sarei arrivato ultimo perlomeno. Alcuni di loro si sono ritirati nella seconda metà della gara.

Gli ultimi due chilometri ho dato tutto, portando i miei tempi al chilometro sotto i 6 minuti. Ero consapevole che l’arrivo non sarebbe stato semplice. Poche centinaia di metri dopo la partenza vedevo salire i partecipanti alla 5k per la salita che noi stavamo scendendo con un dislivello di circa 25 metri. Su per la salita ho spinto e ho dato tutto quello che potevo, a qualche decina di metri dalla fine ho sentito che non ce la facevo più e per la prima volta durante la gara ho rallentato fino a camminare per un paio di metri affinché i conati di vomito mi sparissero. Lo scatto finale l’ho fatto con tutte le energie rimaste.

Quando appena dopo l’arrivo una biondina mi ha consegnato la medaglia del finisher mi sono sentito bene, quasi come se lo sforzo fatto nell’ultima ora non mi fosse neppure pesato più di tanto. Alla tenda degli organizzatori mi hanno confermato il tempo di 1.02.15. Non ci credevo. Avrei pensato di chiudere in non meno di 1.05.00. Guardando in serata i tempi dei partecipanti mi sono reso conto che il primo ad arrivare ha fatto registrare  34.15 minuti mentre l’ultimo 1.04.10. La maggior parte ha tenuto ritmi sotto i 5 min/km. È stata una gara molto veloce.

Sono arrivato alla fine della mia prima gara e per la terza volta ho corso per 10 chilometri filati, questa è la mia vittoria. Ora so che ce la posso fare se mi preparo e lavoro con costanza. Prima devo portarmi a correre per i 21 km della Mezza Maratona, che è il mio obiettivo il 12 settembre, poi lavorerò sulla performance. Nel frattempo avanti tutta!

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Esci di casa e inizia a correre

Sono uscito da casa per la prima volta il 5 gennaio 2015, meno quattro mesi fa, e oggi corro mediamente dai 20 ai 25 chilometri la settimana suddivisi in tre uscite.

Non sono mai stato un grande sportivo e ho pure sbevacchiato parecchio e fumato per oltre 20 anni se vogliamo essere sinceri. Non ho offerto alla corsa un gran fisico, ma le ho dato dedizione e costanza fino ad oggi. Questo vuol dire che per uscire di casa e muoversi non serve altro che forza di volontà.

Forza di volontà. Si dice che l’appetito vien mangiando, credo che per la corsa si possa dire la medesima cosa: la voglia di correre aumenta correndo. Più si corre e più si vorrebbe correre, i giorni di riposo (necessari) vengono percepiti come limitazioni. Chi vi dice che la corsa è una droga non vi sta prendendo in giro. È un’esperienza totalizzante, che influisce su tutti gli aspetti della propria vita, primi fra tutti quello personale e quello professionale.

Personalmente la mia abitudine a correre mi fa essere costantemente di buon umore e carico di energia e ottimismo, è un momento per stare con me stesso e ascoltarmi, mettermi alla prova e conoscermi. Professionalmente correre mi aiuta a focalizzare gli obiettivi, mi permette di guardare avanti e strutturare le mie attività al meglio per i progetti che seguo.

Per arrivare a questo piccolo, ma per me importante traguardo ho seguito i consigli di Runner’s World Italia che, all’interno della guida di Runner’s World Comincia a correre, grazie alla quale alternando camminata e corsa gradualmente sono riuscito a percorrere in due mesi circa i miei primi 10 chilometri consecutivi.

L’alternare camminata e corsa è un metodo efficace che permette di approcciare a questa disciplina senza uno sforzo troppo grande all’inizio. Si comincia correndo 1 minuto e camminando 1 minuto, ripetendo per 10 volte (quindi 20′ totali). Il secondo giorno di riposa e il terzo si corre 2′ e si cammina 1 per 8 volte (24′ totali). Il giorno successivo si riposa e il terzo allenamento della prima settimana si corre 4′ e si cammina 1′ per 5 volte (25′ totali). In questa maniera graduale si arriverà a correre i primi 5 chilometri in sole 4 settimane.

Ti assicuro che una volta conclusa la prima o la seconda settimana sarà difficile tornare indietro, scommettiamo?

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200 chilometri: cambio gomme

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Alla fine anche il traguardo dei 200 chilometri è arrivato.
E con esso le prime complicazioni.

Superati i 10 chilometri in allenamento ho iniziato a sentire dei dolori al piede destro. Mi sono deciso quindi a fare la cosiddetta Foot ID, ovvero la carta di identità del piede. Credevo essere supinatore, un corridore che appoggia maggiormente la parte esterna del piede e invece mi scopro ad essere un normal runner, quindi anche le mie attuali scarpe dovrebbero andare bene.

il problema infatti non risiede nelle scarpe, ma nella scarsa muscolatura del mio piede e della parte inferiore delle gambe. Le scarpe utilizzate da me, pur essendo ottime, non mi proteggevano sufficientemente dall’impatto con il terreno. Avendo iniziato a correre da meno di quattro mesi i miei muscoli non sono ancora abbastanza sviluppati per affrontare 10 chilometri di sollecitazioni. Mentre affronto un programma di esercizi per rinforzare i muscoli del piede inizio a correre con un modello di scarpa più protettiva e amortizzata.

Non esiste una regola che dica quando si deve cambiare scarpa. Possiamo però dire che mediamente la vita della calzatura del runner arriva ai 700-800 chilometri. Esistono molte variabili come il peso di chi corre o il modo di appoggiare il piede, ma mediamente giriamo intorno a questo chilometraggio. Il modello più vecchio continuerò ad usarlo per brevi uscite di 5-6 chilometri mentre le nuove scarpe le sfrutterò per distanze maggiori e, ovviamente per le gare.

A  proposito di gare, parteciperò alla mia prima competizione il 12 maggio. Si tratta di una 10 chilometri nei boschi a nord di Stoccolma, se non ho capito male. Questa gara, The Run Stockholm, mi aiuterà ad entrare nell’atmosfera delle competizioni. Il mio obiettivo è stare sotto i 65 minuti, ma la vedo dura 🙂

In ogni caso questa avventura mi ha insegnato ad avere rispetto per il proprio corpo, i piedi in particolare. Quindi prima di buttarvi a capofitto nel running fatevi esaminare per bene in un centro specializzato.

Eccomi che mi riposo dopo i 5k di lunedì mattina per testare le nuove scarpe

Eccomi che mi riposo dopo i 5k di lunedì mattina per testare le nuove scarpe

Riprendono gli allenamenti

Inutile negarlo, il trasloco è sempre una fonte incredibile di stress. Nel nostro caso poi non si è trattato di cambiare continente, ma spostarsi con due bimbi piccoli da un capo all’altro dell’Europa non è stato facile.

La nostra avventura in terra scandinava è iniziata domenica 22 marzo, quando alle 15 circa siamo arrivati davanti al nostra appartamento nella periferia di Stoccolma. Dopo i primi giorni spesi a svuotare scatoloni, e preparare documenti per trasferire qui l’attività ho riesumato le mie Brooks Glycerine 12 e sono uscito a correre.

Non vi nego che la prima uscita dopo quasi due settimane di inattività è stata drammatica, dopo il quinto km ho optato per una camminata. Non tutto è stato comunque da buttare. Ne ho approfittato per esplorare il Grimstaskogen, la riserva naturale a qualche centinaio di metri da casa mia.

La seconda uscita è stata anche meglio, le gambe cominciavano ad ingranare e mi sono goduto l’aria frizzante in riva al lago Mälaren (Qui alterniamo sole e neve anche in questa stagione). La terza uscita mi ha portato al personal best sui cinque chilometri.

Sento che il mio fisico sta cambiando così come le mie performance. Anche se non m’importa dei tempi, rimango un tartarunner, sono felice di vedere i frutti di tre mesi di allenamenti continui. Sento che arriverò pronto al mio appuntamento con la Mezza Maratona di Stoccolma il 12 settembre. Voglio approfittare di aprile e maggio per lavorare sui bene 10 km e dal 25 maggio iniziare la preparazione specifica alla gara.

Vi ricordo che a questo link potrete fare una donazione al Caritas Baby Hospital di Betlemme.

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La Stockholm Half Marathon

Il 12 settembre 2015, fra sei mesi esatti, si svolgerà la Stockholm Half Marathon e io vi parteciperò.

È la prima gara che faccio, non sono mai stato un corridore. Quando il 5 gennaio ho iniziato a correre non riuscivo neppure ad arrivare al primo chilometro senza dovermi prima fermare a prendere fiato. Per portare a termine una mezza maratona bisogna percorrere ben 21,0975 chilometri. I grandi atleti lo fanno in poco più di un’ora, il record mondiale per questa distanza l’ha fatto segnare l’atleta eritreo Zersenay Tadese con i suoi 58’23” nel 2010 a Lisbona.

09-Banan-Norr-MalarstrandIl tracciato della competizione svedese è quantomeno affascinante. Partiremo in circa 18.000 e correremo per le vie del centro della capitale svedese. Lo start è previsto davanti al Palazzo Reale (La Svezia è una Monarchia) e i runners percorreranno Norrmalm, l’isola di Kungsholmen per poi tornare sulla terra ferma sempre a Norrmalm, e poi a sud attraverso la bellissima Gamla Stan, dove si ritornerà dopo aver corso per le bellissime e caratteristiche vie di Sodermalm (una delle isole più belle di Stoccolma). L’arrivo è previsto sempre davanti al Palazzo Reale.

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La prima edizione della corsa, con il nome di Stockholm Half Marathon (Stockholm Halvmarathon in svedese) risale al 2007, ma ha radici ben più vecchie. Si parla della Stockholmsloppet addirittura nel 1927, ma solo nel 1962 con il nome di Lilla Maran (Little Marathon) raggiunge una lunghezza di 21,098 km divenendo probabilmente la prima mezza maratona mai organizzata in Svezia.

Ora che ne sai di più ricordati di donare, anche solo 10€ e di spargere la voce tra tutti i tuoi amici, colleghi o conoscenti per raccogliere i 2.100€ che ci siamo prefissi di raccogliere a favore del Caritas Baby Hospital di Betlemme attraverso la raccolta fondi aperta su La Rete del Dono. Ogni donazione ha un valore inestimabile per i pazienti dell’unico ospedale pediatrico della Palestina.

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I miei primi 100 km

Ogni buona storia è fatti di eventi così come (quasi) ogni buon libro è suddiviso in capitoli. La mia avventura per Run4Bethlehem non fa eccezione. Il primo traguardo verso la Stockholm Half Marathon l’ho superato alcuni giorni fa: ho superato la soglia dei 100 km!

I miei primi 100 km li ho guadagnati in poco meno di due mesi. Ho iniziato a correre il 5 giugno 2015 e il centesimo chilometro l’ho conquistato il 3 marzo. Cento chilometri in due mesi sono un po’ pochini e sicuramente nei prossimi post ti illustrerò la mia tabella di allenamento così da farti capire che:

  1. Tutti possono alzarsi dal divano e andare a correre
  2. Un approccio graduale è unico che porta a risultati nel tempo

Come molti runners pure io uso un’applicazione per smartphone che mi aiuta a monitorare i miei allenamenti. Questa APP si chiama Runtastic. Le informazioni utili che ti da sono molteplici, a partire dalla distanza percorsa, il ritmo medio, la velocità sostenuta e, se abbinata ad un’apposita fascia, la frequenza cardiaca. I miei ritmi sono talmente lenti che alcune volte, leggendo i dati della corsa appena svolta, mi chiedo se stessi passeggiando anziché correre. Ma questo, nel mio caso, non ha importanza. Io corro per stare bene, io corro per rivalsa, corro per tagliare il traguardo. La mia competizione è con quel me stesso costretto a casa, steso e condannato al riposo forzato.

Sarà interessante vedere quanti chilometri avrò percorso la sera del 12 settembre, una volta terminata la mezza maratona di Stoccolma. Quanti chilometri mi saranno serviti per vincere la mia sfida. Quante ore avrò passato per strada, sotto la pioggia o con il sole, al freddo o attraverso la nebbia. Se ci penso ora sorrido, 100 chilometri sono proprio solo l’inizio di questa mia bella avventura…

Clicca sull’immagine qui sotto per fare la tua donazione, anche solo 10 euro sono importanti per noi. Come ogni corsa è composta da migliaia di singoli passi, anche la nostra raccolta fondi ha bisogno di tante piccole donazioni. Puoi fare la differenza, sappilo!

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Correre per il Caritas Baby Hospital

Dopo le prime sessioni di allenamento è nata l’idea del progetto #Run4Bethlehem. Mi sono chiesto se fosse possibile dedicare questa mia avventura a qualcuno e mi è tornato in mente che molti podisti, oggi si dice runners, corrono per raccogliere fondi per i più bisognosi.

Caritas Baby HospitalSono bastati pochi minuti di una chiacchierata con la mia compagna Manuela per capire che il Caritas Baby Hospital di Betlemme sarebbe stata la scelta migliore. Il CBH è l’unico ospedale pediatrico, che supporta anche le famiglie dei piccoli pazienti, in tutta la Palestina. Fu fondato nel 1952 da Ernst Schnydrig sotto l’egida di Aiuto Bambini Betlemme (Kinderhilfe Bethlehem) organizzazione umanitaria internazionale nata presso la Caritas Svizzera e dal 2005 presente anche in Italia.

Ogni hanno oltre 35.000 pazienti ricevono cure presso questa moderna struttura. Noi ci siamo è il motto che rappresenta Aiuto Bambini Betlemme, un motto che racchiude in tre parole la missione di decine di medici, infermieri e specialisti che lavorano per il Caritas Baby Hospital a Betlemme, ma anche a Lucerna e a Bussolengo (Verona) assicurandosi che l’ospedale riceva i fondi necessari per poter continuare nell’importantissima attività che quotidianamente svolge per i bimbi palestinesi.

Correre per loro significa porre l’attenzione su chi non gode dei riflettori della televisione o dei grandi media. Correre per il Caritas Baby Hospital vuol dire me dare un senso ad ogni singolo chilometro percorso. Per questo abbiamo aperto ieri una pagina dedicata alla raccolta fondi sul sito Rete del Dono dove potrai fare la tua donazione in modo sicuro e trasparente. La cifra obiettivo che vogliamo raccogliere entro il 12 settembre 2015 (giorno della mezza maratona di Stoccolma) è pari a € 2.100.

Abbiamo più di sei mesi per raccogliere 2.100 €, quindi ti chiedo di donare anche pochi euro. Passa parola con i tuoi amici, i tuoi colleghi, la tua squadra di calcio o di pallavolo. Se siete in 10 e se raccogliete 10 euro a testa sono già 100 € per il Caritas Baby Hospital. Io non mollerò, continuerò ad allenarmi e ad informarti settimanalmente di come procede la mia preparazione, tu non mollare e fai conoscere la nostra iniziativa a chi ti sta vicino, insieme possiamo fare molto.

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Run4Bethlehem: l’inizio dell’avventura

Ogni storia ha un inizio. L’inizio di questa storia non è dei più felici.

Io non sono mai stato un atleta e non lo sono neppure oggi. Ma quando nel novembre 2013 iniziai a sentirmi poco bene la mia forma fisica ebbe un peggioramento repentino. Qualsiasi azione per me diventava difficoltosa, ero sempre debole e stanco e proprio in quei giorni mi trovai costretto a fare un trasloco. La mia compagna era incinta del nostro secondogenito e fortunatamente amici e parenti mi diedero una mano.

Mi decisi così a fare una visita e degli esami per capire cosa mi stesse accadendo. I valori del fegato erano completamente sballati, il ché mi stupii non poco dato che non bevo alcolici, quasi mai. Quello che emerse fu la presenza del cosiddetto Cytomegalovirus. Questo virus dal nome così buffo non è certo pericoloso, ma non è curabile attraverso terapie. Il paziente che contrae il cytomegalovirus deve semplicemente aspettare che il proprio corpo crei gli anticorpi e lo debelli da sé.

I mesi che ne seguirono furono faticosissimi. Il trasloco andava per le lunghe, il nostro secondo figlio nacque a fine aprile e comunque essendo libero professionista non avevo diritto alla malattia. Il sintomo più importante è la spossatezza, un senso di affaticamento e di stanchezza che mai avevo provato prima. Stare sveglio per più di cinque ore senza avere la possibilità di stendermi era impensabile, fare due piani di scale a piedi costituiva un’impresa spaventosa. Alcune mattine non riuscivo neppure ad affrontare brevi tragitti in auto. I mesi passavano e quando, a fine 2014, mi ripresi almeno in parte decisi che mi dovevo qualcosa.

Ho avvertito dentro di me un forte bisogno di rivalermi sulla malattia per la mia salute e il mio benessere. Così il 5 gennaio 2015 ho iniziato a correre e l’8 gennaio mi sono registrato alla Stockholm Half Marathon.

Perché Run4Bethlehem? Per saperlo dovrai aspettare la settimana prossima, non posso certo svelarti tutto oggi 😉

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