Netiquette

3 comportamenti che non sopporto su Twitter

Tutti noi abbiamo le nostre fisime. Ogni persona, durante l’arco della giornata, assiste a comportamenti che ne catturano l’attenzione, positivamente o negativamente.

Sui social network è lo stesso. Vi sono comportamenti virtuosi e viziosi. oggi vado ad elencarne alcuni che personalmente non sopporto proprio, in particolar modo su Twitter.

Primo Comportamento
Il primo comportamento vizioso che mi fa rabbrividire consiste nel postare 10 tweet al giorno, alle 9 di mattina e consecutivamente, uno dopo l’altro come una mitragliata. L’orario in questo caso non è importante, mi darebbe fastidio pure lo si facesse alle 22. Mi immagino la persona che gestisce i social in questo modo arrivare al mattino in ufficio con le scatole girate per il traffico, o perché il bar vicino al luogo di lavoro ha finito i croissant al cioccolato. Accende il pc, vede sulla propria mail gli articoli scritti dai colleghi, o quelli che ha preparato lei stessa la sera prima, rinunciando al cinema con la fidanzata/fidanzato, e non vede l’ora di togliersi dalla testa il pensiero di questa maledetta condivisione. Li twitto tutti in un colpo solo così poi posso cominciare a lavorare veramente!!! Il lettore vede il primo tweet nella propria timeline e lo legge, vede il secondo e forse lo legge, vede il terzo, il quarto, il quinto, il decimo e poi il sacro scroll lo aiuta a sbarazzarsi di questa fastidiosa zanzara sociale. Probabilmente seguirà un unfollow o il totale disinteresse per tutto ciò che viene pubblicato dall’account incriminato.

Secondo Comportamento
Il secondo comportamento vizioso è rappresentato dal termine redirect. Questa funzione è quella che permette di postare su un social tutto ciò che una persona scrive su un altro social. In molti di voi diramo: ” mamma mia che comodità! Perché perdere tempo su tutti quei maledetti social a scrivere le stesse cose in serie, quando puoi farlo con uno ed essere presente su tutti?”. Cosa c’è di sbagliato allora nel redirect da Facebook? La risposta è articolata. Un social è fatto di communities, di persone che insieme vivono quel dato social. Se lo scopo di Twitter, così come di Facebook e di tanti altri, è creare e mantenere relazioni tra gli utenti allora non ha senso farlo da un’altra piattaforma (che ha utenti di altro tipo). Trasliamo la situazione offline, posso entrare in una community di motociclisti senza andare in moto con loro? Se come diceva qualcuno (la mia memoria ha buchi neri) Facebook è il bar sotto casa, mentre Twitter è la piazza davanti al Municipio, pensate che brutto urlare a chi è in piazza e sta parlando con altre persone vicine a sé le proprie opinioni espresse al bar. In breve, per stringere relazioni credibili e trasparenti su un social qualsiasi bisogna vivere il social da dentro, capendone le dinamiche e i linguaggi, che spesso cono diversi (pensate agli hashtag su Twitter). Se è troppo impegnativo presidiarne 4 o 5, limitatevi a quelli che vi piacciono di più o che vi danno più soddisfazioni. non c’è scritto da nessuna parte di essere onnipresenti.

Terzo Comportamento
Il terzo ed ultimo, per ora, comportamento vizioso su Twitter, così come su qualsiasi altra piattaforma è quella che definisco account attivo, ma non reattivo. Purtroppo pure questo è un comportamento abbastanza diffuso, anche da specialisti o prime donne del web. Ciò non toglie che sia un comportamento maleducato. Esatto, esiste la maleducazione anche sul web ed in particolar modo sui social che sono i protagonisti delle interazioni online. non rispondere ad un tweet è come ignorare una persona che ci sta parlando nella vita reale di tutti i giorni. La famosa netiquette prevede che si risponda sempre, se non sia tratta di spam ovviamente. Non si risponde con volgarità, così come non si deve ricorrere al turpiloquio, ma per capire quale sia un buon modo di vivere i social vi basta usare il buon senso.

Di regole da seguire ce ne sarebbero tante. Credo che questo post di Davide Licordari sia un ottimo inizio.

net etiquette - internet concept