Facebook Bad Practice

Quando e come aprire una pagina Facebook

Torniamo su un tema molto diffuso tra gli utenti di Facebook: quando e come creare una Pagina Facebook?

Iniziamo a capire quando è il caso di ricorrere alla pagina anziché al gruppo o ad un profilo. La pagina è la scelta migliore nel momento in cui vuoi rappresentare un brand o un’organizzazione, la Pagina Facebook è uno strumento che aiuta brand e organizzazioni a connettersi con gli utenti. Alla pagina non devi chiedere l’amicizia, è sufficiente cliccare sul mi piace per rimanere in contatto con lei e ricevere i suoi aggiornamenti. Il tuo account personale lo puoi usare solo come persona e non come brand. Utilizzare un profilo personale come account della propria attività non ti permette di usufruire degli strumenti studiati appositamente per pagine, oltre ad essere vietato dalla policy di Facebook.

Per approfondire il tema leggi informazioni di base sulle Pagine pubblicate da Facebook.

Una volta appurato che la Pagina è lo strumento migliore è necessario capire come fare per aprirla e renderla presentabile. Sia ben chiaro che il valore della pagina è dato dai contenuti che pubblica/condivide con la sua community, quindi è sì importantissimo curarne la presentazione (il cosiddetto set up), ma sicuramente NON è sufficiente.

Prima di andare ad aprire una pagina o un qualsivoglia account, ogni organizzazione dovrebbe avere una Corporate Identity ben definita e preparare un piano marketing dettagliato (in Italia non è pratica diffusa e questo non è un bene) con target, segmenti di mercato di interesse, prodotti o servizi offerti, etc. Questo ti permetterà di dare struttura razionale alle tue azioni di marketing e di risparmiare tempo in fase operativa.

Come aprire la mia pagina Facebook?

Per prima cosa clicca su Crea una Pagina. La prima scelta da fare è capire a quale categoria appartiene il tuo Brand: hai bisogno di maggior geo localizzazione oppure la tua pagina rappresenta un’organizzazione non profit? Vendi mattoni o infissi oppure sei un produttore di vino?

Una volta capito questo esistono tre diversi ambiti da sistemare:

  1. il nome
  2. le immagini
  3. i testi

Il nome

Dato che sei giunto fin qui parto dal presupposto che tu abbia già dato un nome alla tua organizzazione o che comunque chi ti ha affidato questa responsabilità ti abbia anche comunicato il nome dell’organizzazione. Se così non fosse, prima di andare avanti ti consiglio di prepare una corporate identity a prova di bomba.

Alcuni consigli generali che ti posso dare sono di non scrivere il nome tutto in maiuscolo e di non inserire eventuali forme societarie SPA o Srl. Inoltre limitati al brand, non aggiungere ‘Associazione” e postille di proprietà “Gelateria Fiore di Mario Rossi”. Il tuo nome è il tuo Brand, mantieniti sul semplice ed evita diciture da visura camerale. La brevità è quasi sempre un plus, rispettala.

Le immagini

Un’immagine vale più di mille parole è un modo di dire che spesso utilizziamo. In questo caso personalmente non lo condivido, ma rimane il fatto che l’aspetto visivo della tua pagina sia determinante. Le due immagini sulle quali porre la nostra attenzione sono:

  1. Profilo
  2. Copertina

Per immagine del profilo intendo quell’immagine quadrata che appare sulla destra quando condividi qualcosa o quando commenti i post, proprio come quella del tuo profilo personale. A me piace molto usare il logo, ma in alcuni casi può risultare impersonale e alcuni professionisti, sulla propria pagina, utilizzano una propria fotografia.

Per immagine di copertina invece intendo quell’immagine che appare in alto, quando visiti la tua pagina. È molto grande (851 x 315 px) e offre diversi spunti creativi. Se hai dubbi in proposito ti consiglio di visitare la pagina con le informazioni di base sull’utilizzo delle immagini di profilo e di copertina su Facebook.

I testi

Ormai la tua pagina è quasi pronta. Devi solo terminare di compilare alcuni campi descrittivi. È bene prendere in mano il Piano Marketing preparato in precedenza e iniziare a lavorare a partire da quello. I testi chiave da inserire sono:

  1. Breve descrizione
  2. Panoramica società
  3. Descrizione lunga

Nella Breve Descrizione hai 155 caratteri per far capire a chi visita la pagina di cosa ti occupi. È la voce più importante perché, a differenza delle altre, è visibile a tutti i visitatori della pagina. Sii breve e fai capire di cosa ti occupi, se hai lavorato bene sulla mission puoi prendere spunto da quella.

Panoramica Società e Descrizione Lunga sono i luoghi più utili per descrivere dettagliatamente di cosa ti occupi, o di cosa si occupa il marchio che rappresenti. Prima di scrivere la storia dettagliata della azienda dal 1389 ad oggi rifletti su cosa effettivamente può interessare ed essere utile al lettore. Porsi queste due domande è la base del social media marketing e nel momento in cui apri una pagina, volente o nolente, ti stai confrontando con questa disciplina. Alcuni tipi di pagine ti permettono di inserire i prodotti che offri e la fascia di prezzo all#interno della quale ti poni. Poni particolare attenzione ad indirizzo, orari e numeri di telefono se la tua attività ha bisogno di una forte geo-localizzazione, se ad esempio si tratta di un parco divertimenti, una gelateria, un ristorante, un negozio etc.

Impara dai migliori

Se hai dubbi e spero veramente tu ne abbia, vai a controllare i grandi brand come si comportano. è molto difficile se non impossibile creare un tutorial universale, il set up della pagina dipende da una serie di fattori come gli obiettivi che ci si è posti o la natura dell’organizzazione, solo per nominarne un paio. Impara da chi ha potuto rivolgersi ai migliori professionisti. Non ti sto dicendo di copiare, ma se non sei il migliore cerca sempre di imparare qualcosa da chi è migliore di te (e qualcuno migliore di te lo trovi sempre).

Blog.028

Facebook e l’amicizia delle aziende

re-nudoCiao, sono un’azienda e voglio essere tua amica per poterti tartassare con eventi inventati, messaggi privati e tutto ciò che di più spammeggiante riesco a inventare!

Del fatto che certi comportamenti su Facebook non funzionino per nulla, ne avevo scritto nel mio articolo Facebook e aziende: lo stai facendo “sbagliato”.

Oggi mi voglio soffermare sulle mancate conseguenze di una di queste azioni in particolare: usare un profilo personale su Facebook per la propria organizzazione. Quali sono le conseguenze che dovrebbero arrivare? Semplicemente il blocco del profilo da parte del social in questione.

Il più babbarone è sicuramente Facebook. Il social di Zuckenberg minaccia ma non attua se non in rari casi. Conosco aziende avvertite, di far migrare il profilo in pagina, nel 2010 che al momento sono ancora lì. Non vi dico i titolari di queste pagine: “visto, tu ci rompi con la policy, ma tanto se faccio così non mi blocca nessuno!”

Bene. Anzi male. Perché il vero favore ve lo farebbe bloccandovi. Impedendovi di ledere (ulteriormente) la vostra reputazione.

Vi ricordate i motivi per non aprire un profilo personale? Beh, un ulteriore motivo è che gli utenti di Facebook oggi sono più scafati, conoscono lo strumento meglio di voi, riconoscono la differenza tra la comunicazione fatta dal marchettaro della domenica e quella dei professionisti.

Il fatto che Facebook ti permetta di andare avanti su quella strada vuol dire che non ti sei fatto abbastanza male da solo. Che non solo stai sfilando nudo come l’imperatore con i suoi vestiti nuovi della favola, ma te ne stai pure vantando.

Per non parlare del lato utente, che dovrebbe essere sempre il centro dell’attenzione. Siete sicuri di voler lasciare al profilo dell’azienda di turno di vedere tutte le vostre foto, i vostri dialoghi con gli amici (quelli veri)? Sapete chi si cela dietro quel profilo visto che probabilmente il nome dell’account è la ragione sociale dell’attività?

Le banche e il futuro dell’incompetenza sui social network

L’altra sera ho partecipato ad un incontro, organizzato da una delle principali banche italiane, sul fenomeno Social Web e le opportunità che questo può far nascere per le nostre imprese.

Il relatore, molto preparato, ha illustrato la grande rivoluzione messa in atto dai social e dal web negli ultimi anni.

Una volta entrati nel vivo del discorso, però ho assistito ad una serie di scivoloni sulle pratiche migliori da adottare sui social. Sono stati 5 i punti che mi hanno fatto letteralmente rabbrividire.

  1. Profili Privati per fare business. Avete capito bene, anzi benissimo. Non solo invitava a farsi tanti amici organizzati per liste per poter stare in contatto con i propri clienti, ma faceva pure vedere come faceva lui, accettando l’amicizia dei presenti e inserendoli in una particolare lista!
  2. Gattini e lavatrici. Anche qui avete capito benissimo, purtroppo. I gattini ottengono molti più “mi piace” delle lavatrici, quindi postate la foto di un gattino e successivamente quella della lavatrice che volete vendere. Le persone attirate dalla foto del gattino verranno sul vostro profilo e vedranno la lavatrice (e, aggiungo io, non potranno fare a meno di comprarla). Questo metodo funziona così bene che ho 36 lavatrici a casa, solo perché mi piacciono i gattini!
  3. Usa hootsuite per non perdere tempo sui social. Hootsuite è uno strumento utilissimo, ma al grido di “scrivi un solo post e lo condividi su tutti i social che hai” ho avuto un pericoloso calo di pressione. Abbandoniamo tutte le fandonie sull’utilizzo degli hashtag e dei linguaggi migliori a seconda del canale presidiato, abbracciando l’impersonalità. Da quando in qua ogni luogo richiede un proprio linguaggio?
  4. Assumere 20enni per gestire i social. Io non ho nulla contro i 20enni (forse un po’ di invidia per la prestanza fisica…..), se sono formati e preparati adeguatamente. Invitare un imprenditore a dare la reputazione della propria attività in mano ad un ragazzo senza esperienza e un’adeguata formazione è a dir poco incosciente.
  5. Conclusione. La conclusione è stata fonte di incubi per tutta la notte. Se ogni attività di Verona (luogo dove si è svolto l’evento) assumesse un ragazzo per lavorare sui social risolveremmo la disoccupazione creata dalla crisi! Il fatto che un dipendente di una banca ci dica questo mi sembra a dir poco sconveniente dato che proprio le banche hanno messo in ginocchio l’economia.

meditiamo, meditiamo…..

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