eBooks

Il prezzo di un eBook

La diffusione di strumenti quali eReader e tablet ha favorito la nascita di quella che comunemente viene chiamata editoria digitale.

Ad approfittarne sono stati una miriade di autori “improvvisati”. In questo caso però il termine “improvvisato” non ha una connotazione negativa. È intuibile anche dai più ottusi che i motivi che possono spingere un editore ad ignorare un certo autore sono molteplici e non solo la scarsa qualità delle opere prodotte. La vendibilità, la consistenza della nicchia alla quale lo scrittore si rivolge, e molti altri motivi sono determinanti (ricordiamoci che non c’é molto di cui andare fieri pubblicando “50 sfumature di grigio”…). Negli Stati Uniti questi autori improvvisati sono i responsabili del 30% dei Best Seller venduti su Amazon (leggi qui).

Qualche mese fa feci un breve sondaggio, qui sul mio blog, e proprio in questi giorni torna a parlarne un autore indipendente, Alessandro Girola, sul suo blog Plutonia Esperiment. Oggi vorrei incrociare i dati del mio sondaggio (che ha visto comunque una partecipazione numericamente troppo scarsa per essere considerato indicativo) con le tesi di Girola che potete leggere qui.

Ripeto, il totale dei partecipanti al mio sondaggio è troppo basso per poter essere considerato significativo. Io posi tre domande relative al prezzo “giusto” per un eBook di un autore indipendente. La prima verteva su racconti o romanzi non più lunghi di 100 pagine, la seconda su romanzi brevi o raccolte di racconti dalle 100 alle 200 pagine e la terza relativamente a romanzi oltre le 200 pagine.

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È interessante vedere che 26 dei 46 che hanno risposto alla prima domanda hanno optato per una cifra sotto l’euro (<99 cent), come era prevedibile.

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Per i romanzi brevi la percezione del prezzo giusto cambia. 22 su 43 ritengono di poter spendere fino a 2 € per un romanzo breve autoprodotto. Mentre 21 sono disposti a superare la soglia dei 2 €.

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I romanzi lunghi vengono valutati maggiormente. 31 votanti su 47 suggeriscono un prezzo superiore ai 3 euro. È abbastanza curioso vedere come, pure per opere di una certa mole, alcuni lettori non sono disposti a spendere più di 0,99 €.

In molti hanno definito i 99 cent come il nuovo gratis e anche a parer mio lo è.
Se vogliamo che nel futuro della letteratura indipendente ci sia posto per un self publishing di alto livello, fatto non solo di aspiranti scrittori annoiati, dobbiamo imparare a non svendere nulla. Dare valore alle loro opere è il primo passo.

Se spendiamo 9,99 € per l’ultimo noiosissimo eBook di Dan Brown (ebbene sì, pure io l’ho acquistato), ma 2 o 3 € per un bel thriller di un autore sconosciuto ci sembrano troppi, allora è il momento di ripensare il nostro ruolo di lettori.

Sondaggio: quanto dovrebbe costare un ebook?

Ecco la domanda del secolo!

È da tempo che ci rifletto e dopo aver letto numerosi articoli in merito ho pensato di chiederlo ai lettori. A voi.

Voglio limitare l’indagine alle opere di narrativa di autori indipendenti, i cosiddetti indie. Non mi riferisco al prezzo della loro prima opera, che per motivi promozionali potrebbe avere prezzi bassi, bensì alle opere future, di un autore mediamente noto. Ho voluto creare (arbitrariamente) 3 differenti categorie:

  1. Racconto (< di 99 pagine)
  2. Romanzo breve o raccolta di racconti (compreso tra 100 e 249 pagine)
  3. Romanzo lungo (maggiore di 250 pagine)

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Breve guida per approcciare la letteratura digitale

L’editoria Digitale ha rivoluzionato l’approccio al giornalismo quanto alla letteratura. Il tema della riflessione di oggi è proprio quest’ultima: la letteratura digitale.

Con questo breve articolo spero di rispondere a due domande critiche che negli ultimi mesi stanno attanagliando anche alcuni tra i più accaniti fan della carta.

  1. Perché avvicinarsi al supporto digitale?
  2. Come organizzarsi nell’approccio al digitale?

La carta è solo un supporto
In molti mi hanno detto che il libro, quello vero, è fatto di carta. Miei cari, mi dispiace contraddirvi, ma il libro, quello vero, è fatto di idee e di emozioni, di parole che accarezzano le nostre cellule grigie (per dirla alla Poirot), di intimità fra autore e lettore. Il supporto, che sia una tavoletta di terracotta o un ologramma, poco importa. Evitiamo di rifugiarci dietro a comode scuse per non affrontare l’innovazione. Innovazione che, ad oggi, ci permette di risparmiare spazio (non so voi, ma in casa mia regna il più totale disordine a causa dei numerosi libri senza fissa dimora) innanzitutto e che ci permette anche di portare con noi tutta la letteratura che vogliamo senza dover per questo girare con un trolley. Senza contare chi come me ha problemi di vista e gli eReader permettono di stancare meno gli occhi rispetto ai libri cartacei (questo nella mia personalissima esperienza).
Per conoscere meglio il tema dell’editoria digitale vi consiglio qualche blog come editoria crossmedialeeditoria-digitale o iltuoebook.it. Molto interessante è pennyebook o il notissimo Il Giornalaio.

Gli Indipendenti e i Self Published
Il principale motivo per il quale io consiglio vivissimamente di sperimentare il digitale è la scoperta dei cosiddetti autori indipendenti. Come riportato da ilmiolibro.kataweb.it oramai il numero dei libri pubblicati da autori indipendenti ha superato di gran lunga quello di opere pubblicate da case editrici, il che si traduce: in più scelta per il lettore. Inoltre all’interno di questa ampia scelta va sottolineato che acquistano più spazio quelle nicchie altrimenti snobbate dalle case editrici perché economicamente non interessanti. Il mondo degli autori indie è un mondo sconfinato e va letto oggi alla luce della social web revolution, ovvero di quella rivoluzione culturale in atto da qualche anno che ha permesso e permette tuttora la disintermediazione tra utenti e autori. Non è trascurabile neppure il fatto che i prezzi per eBook auto pubblicati sono bassi, forse troppo!

Communities e Recensioni
Nello sconfinato mondo della letteratura, come districarsi tra opere improvvisate ed astri nascenti? La risposta siamo noi, i lettori. Mai come oggi diventa essenziale interfacciarsi con le communities che nascono intorno ai temi ai noi più cari. Grazie alle recensioni presenti su portali come Goodreads, Anobii, o gli stessi online stores dove vogliamo acquistare il nostro prossimo libro, possiamo farci un’idea di cosa stiamo andando a leggere. Il nuovo passaparola ha questa forma!

La scelta del Dispositivo
Ad oggi vi sono diversi eReader in commercio, ma a quel che sembra la parte del padrone la fa Amazon con l’ormai famoso Kindle, seguito da Mondadori con il suo Kobo. Oltre a questi dispositivi se ne possono trovare molti altri e per una scelta oculata io consiglio di dedicare qualche minuto alle numerose video recensioni che si trovano sul web. Tra le più interessanti, a parer mio vi sono quelle di Riccardo Palombo di Netbooknews.it

Gestione della Libreria
Avvalersi di dispositivi come Kindle e Kobo permette di potersi rifornire in online store come Amazon o InMondadori che sono oggettivamente rifornitissimi. In ogni caso il dispositivo non preclude l’acquisto del libro su altri store. Quello che fate acquistando online, con un semplice pc, non è altro che scaricare un file. Una volta scaricato, questo file lo potrete caricare sul vostro dispositivo. Uno strumento utilissimo alla gestione della libreria è Calibre, un software gratuito che permette di organizzare i propri eBook, convertire il loro formato in modo da leggerli sul proprio dispositivo, e interfacciare la libreria con il dispositivo stesso. È vero che con disposotivi tipo Kindle i libri si possono acquistare direttamente dal dispositivo sfruttando connessioni wi-fi o addirittura il 3G, ma a parer mio è sempre utile avere un back up della propria libreria al sicuro a casa propria.

Buona lettura!

Strategie Social nell’era dell’eBook

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Da un tweet attraverso il carrello di Amazon fino al mio Kindle.
La storia che voglio raccontare oggi riguarda le relazioni tra le persone, nel mondo della lettura, all’interno dei social network.
Questo racconto parte da un tweet. E si conclude con un acquisto su Amazon.
È il racconto della “relazione digitale” di uno scrittore, Luca Rossi (@LucaRossi369), con i suoi lettori.
Mentre i grandi editori italiani si muovono, chi meglio chi peggio all’interno del mondo del social web, le piccole case con gli stessi autori si muovono nel sottobosco.

L’era degli eBook e dell’auto pubblicazione è l’era dei social network e delle relazioni digitali. Come chiunque oggi, pure l’editoria (digitale in particolar modo) deve fare i conti con la social revolution. Nel mio post precedente ho messo sul tavolo qualche numero per capire come il mercato dell’editoria digitale sia in crescita, non solo economicamente, bensì pure culturalmente. L’80% del mercato digitale è in mano ai piccoli e medi editori.

Il tam tam digitale parte spesso dagli autori stessi e dalle loro relazioni digitali con i lettori. Una serie di scambi che man mano si propagano in rete, non perdono la propria grande forza: l’autenticità. La formula è concettualmente semplice, ma soffre di un limite che è la capacità dell’autore di gestire questi strumenti.
C’è chi, come Luca, si muove con disinvoltura su Twitter, c’è chi invece fatica ad interagire. In un epoca dove il Personal Branding è una competenza quasi necessaria per emergere, questo può costituire un forte limite.

Ecco che si riscopre la figura dell’editore. Editore come facilitatore di relazioni online. Editore come “centro” delle conversazioni sui social. Editore anche come comunicatore del proprio valore, del valore della propria “scuderia”.
Competenze di Social Media Marketing sono oggi più che mai indispensabili in un mercato frammentato e privo dei grandi “mediatori”. Che siano competenze prese in outsourcing o che siano interne all’azienda, poco importa, la questione principale è interagire e coinvolgere in prima persona.

L’Editoria digitale (e non) del terzo millennio

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Il mercato dell’editoria digitale è ormai una realtà dal punto di vista dei numeri e dei volumi.
Non Parliamo più di promesse, né di un mercato per soli “innovatori”.

In un recente articolo Luca Masali sostiene che negli USA circa un terzo dei libri è venduto in formato digitale, mentre il 20% dei ricavi delle 5 principali case editrici al mondo proviene dagli eBook (fonte: Pennyebook).
Sempre secondo Pennyebook il fatturato previsto nel 2012 era di 550 milioni di dollari, mentre il fatturato reale raggiunto loscorso anno risultaessere di 859 milioni, ben il 22% in più.
Solo Amazon, che detiene il 45% del mercato, ha incassato quasi 400 milioni di dollari.

Questi sono dati che sorprendono nonostante le previsioni dell’Associazione Italiana Editori (Rapporto sullo stato dell’editoria 2011). Nonostante si parli di un mercato dell’editoria (digitale e non) che passa di 3,4 milioni di euro nel 2010 a 3,3 nel 2012, l’AIE prevedeva comunque una crescita del mercato eBooks a fine 2011 di 4-5 milioni di euro. In realtà emerge, dal rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2012, che nel 2011 il volume dei ricavi provenienti da eBook sia stato di 12,6 milioni di euro, oltre il doppio del previsto (+740% sul 2010). Complici di questo fenomeno sicuramente il numero di titoli disponibili, sempre maggiore, e il prezzo degli eReader in netto calo.
Nel nostro paese oltre l’80% dei titoli pubblicati proviene dalla piccola e media editoria.
Mantenendo il trend 2010-2011, i canali tradizionali soffrono (la Gdo a -17,9%), mentre i libri venduti online (digitali e non) crescono del 14,2% (fonte: www.aie.it)

Mentre tuttavia le strategie di vendita dei big (Mondadori, Giunti, Feltrinelli, etc.) hanno approcciato al mondo Social in maniera “aziendale”, il fenomeno dei più piccoli sta divenendo interessante.
In molti casi gli stessi scrittori si relazionano ai lettori utilizzando i social network in prima persona aprendo così le porte ad una comunicazione frammentata, ma affascinante ed efficace!
Si tratta di una rilettura forse inconsapevole della prima tesi del Cluetrain Manifesto del 1999: “i mercati sono conversazioni”.

Approfondirò questo aspetto nel seguito di questo articolo.