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Report o presentazione?

Quante volte si sente parlare di report presentazioni e magari ci troviamo in difficoltà quando ci viene chiesto di presentare il lavoro svolto?

Facciamo chiarezza sulla differenza tra i due strumenti, perché di strumenti si tratta. Sono strumenti utili a comunicare con i nostri colleghi, e non solo. Perché comunicare? Per rendere conto del lavoro svolto, per proporre un piano d’azione per il futuro, etc.

Che differenza c’è tra i due?

Si parla di presentazione quando si espongono i dati in prima persona, mentre di report se non si è presenti al momento della lettura. I vantaggi della presentazione sono innegabili, si è presenti e quindi si possono intercettare subito domande o perplessità, mentre nel caso del report non possiamo sapere cosa questo ha sortito nel lettore se non attraverso un feedback successivo.

Il supporto

Entrambi gli strumenti hanno bisogno di un supporto, un documento. Nel caso del report lo strumento e il suo supporto coincidono: è esso stesso lo strumento. Nel caso della presentazione invece, il file (Power Point, Keynote o Prezi per dirne alcuni) costituisce un ausilio visivo a ciò che è il discorso che dobbiamo fare. Quindi le componenti nella presentazione sono due: discorso e presentazione a video.

Quando usare entrambe?

Uno strumento non esclude l’altro. Per fare un esempio pratico prendiamo il caso di un Business Plan. Il mio BP sarà con tutta probabilità un report cartaceo di almeno 20/30 pagine se abbastanza dettagliato. Sarà ricco di informazioni, numeri, analisi, proiezioni, tabelle, matrici, etc. Per la maggior parte informazioni inutili da presentare a schermo durante un meeting. Una presentazione serve appunto a presentare i dati più rilevanti in maniera chiara e semplice. Mentre un report può essere letto e riletto con calma a più riprese, la presentazione è hic et nunc, qui ed ora. Il relatore deve far passare una serie (limitata) di informazioni chiave a delle persone.

Imparare ad usare questi strumenti basilari è necessario sia per lavorare in team che per essere convincenti e professionali. Pubblicherò presto degli approfondimenti per muoversi velocemente ed efficacemente  nel mondo dei report e presentazioni.

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Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 3.600 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 60 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Ricarichiamo le batterie

Come ho scritto in precedenza, nel 2016 vorrei apportare qualche miglioramento al blog con riferimento ai contenuti, ma non solo. Approfitterò dei prossimi giorni di festa per imbastire una serie di articoli e strutturare in maniera dettagliata il mio piano editoriale.

Detto questo, dovrò concentrarmi su un paio di progetti che vorrei diventassero operativi al 100% a gennaio 2016. Quindi ho deciso di sospendere le pubblicazioni per un paio di settimane.

I miei più sinceri Auguri di Natale e felice anno nuovo a tutti i miei lettori e soprattutto grazie per essere presenti.

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Star Wars e la mancanza di genuinità

Sii te stesso! A meno che tu non possa essere Batman, in tal caso sii Batman

Questo è il motto che appare sulla T-Shirt di mio figlio acquistata alcuni mesi fa in un negozio H&M qui a Stoccolma. È una t-shirt semplicemente adorabile. Il punto focale però non è Batman, è bensì a meno che tu non possa essere Batman.

Non tutti possono essere quel che vorrebbero essere per il semplice fatto che esiste la genuinità. Il saper essere ciò che si è, con una punta di orgoglio anche, senza dover per forza apparire ciò che alcuni si aspettano.

Uno dei primi valori che un social media manager deve rispettare è la fedeltà allo spirito dell’organizzazione (profit o non profit) che sta rappresentando. Il voler cercare di intromettersi in una conversazione digitale a tutti i costi può essere controproducente. Non dico non sia possibile farlo, dico soltanto che non è facile e che l’utente è meno fesso quanto possiamo immaginare.

Un esempio del fatto che si possa fare e farlo bene è il caso delle Edizioni Paoline e della vignetta di Don Giovanni Berti. Ma, ripeto, è difficile e rischioso. Il rischio principale è che tu vada a tradire il principale comandamento del Social Media Management: sii te stesso! Sii genuino, non voler apparire ciò che non sei perché nella vita online così come in quella offline voler apparire ciò che non sei è quantomeno ridicolo.

Quel esserci a tutti i costi potrebbe non essere una mossa saggia. Forse perché tu non centri nulla con la conversazione in atto sui social (che si tratti di Star Wars o dell’ultima sparata di Eco), forse perché chi ti ama e ti segue oggi, lo fa proprio perché sei così come sei, per il tuo essere lontano dai trend passeggeri, per il tuo essere forse un po’ ingessato. O semplicemente perché il tuo valore non ha bisogno di essere mascherato da Jedi per ottenere l’attenzione della tua community.

Quindi, per favore, prima di voler essere Batman o Darth Vader, accertati di poterlo essere in maniera genuina per non rischiare di apparire come una squallida caricatura.

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