Facebook, algoritmi e persone


Un paio di settimane fa il tragico annuncio di Facebook: l’algoritmo che determinerà quali contenuti appariranno nel tuo news feed darà la precedenza ad amici e famigliari. Molti colleghi social media così hanno tradotto questo annuncio come un’ulteriore limitazione della visibilità delle cosiddette pagine.

Indubbiamente una delle conseguenze del nuovo algoritmo sarà la riduzione della portata dei post delle pagine; ciononostante questa è una buona notizia per chi come me lavora con i social network. Perché?

La risposta l’ha data senza mezzi termini una delle maggiori conoscitrici italiane del social di Zuckerberg; Veronica Gentili in un post datato 30 giugno scrive:

Abbiate pazienza, ma io proprio non vi capisco.
Facebook annuncia i valori principali che guidano l’algoritmo.
Dice che viene data priorità ai post di familiari e amici.
E ripartono le lamentele, i “ecco, darà ancora meno visibilità ai brand”, i “tutto perché vuole i nostri soldi” e “come faranno le micro imprese?!”.
3 cose:
1. La priorità di Facebook non è l’azienda, ma la persona. Senza persone perde totalmente di valore (anche per le aziende, per altro). E le persone sono più interessate a sapere che l’amico ha appena avuto un figlio, che il cugino lontano si è appena diplomato, rispetto a qualsiasi altra notizia branded. Ti torna?
2. Facebook non è uno spazio proprietario, ma un ecosistema che ti mette a disposizione uno spazio per far incontrare il tuo brand con le persone. Può cambiare regole in qualsiasi momento, senza dirti niente. Semplicemente, ne ha il diritto.
3. Facebook non è gratis per chi vuole farci business. E se ancora non lo hai capito, forse non sei pronto a farci business.

Veronica è stata lapidaria, ma proviamo a tirare comunque le somme del suo ragionamento:

  1. Facebook è un ecosistema, non è la versione giovane del tuo sito, non è una piattaforma di distribuzione. Facebook è un luogo dove puoi incontrare persone e stringere relazioni con loro; al centro di Facebook ci sono le persone e le relazioni che queste creano fra di loro. Questa è la forza di Facebook, il fatto che il focus sia sulle persone e non sui brand.
  2. Se Facebook funziona (ovvero attira persone) allora le organizzazioni avranno la possibilità di far parte di un ecosistema incentrato sulle persone per poter creare relazioni con i propri utenti, ma sapendo che non sarà mai una piattaforma incentrata sulle organizzazioni.
  3. Per fare business su Facebook devi investire dei soldini (probabilmente molti meno di quelli che investi per comprare liste di email fuori target o pagine pubblicitarie su giornali generalisti); senza un budget adeguato su Facebook non fai molto.

La persona è al centro della comunicazione all’epoca dei social, mettiamocelo in testa; se non siamo pronti a comunicare alle persone non siamo pronti a fare comunicazione. La centralità della persona è ciò che ha fatto grande Facebook, ma è anche il principio fondante dei social network, dei luoghi di condivisione dove instaurare relazioni. Fare social media marketing vuol dire comunicare alle persone mantenendo il focus sulle persone e per farlo bisogna investire.

Per concludere ti consiglio di seguire il blog di Veronica e di leggere il suo libro sul Facebook Marketing.

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