Gli alibi e le discussioni che fanno perdere tempo


Esistono momenti, nella vita del manager quanto in quella dell’atleta (seppur amatore) dove bisogna saper evitare le discussioni inutili e andare dritti verso il traguardo. La discussione è un momento decisivo per il successo di un progetto o un impresa se e solo se affrontata nel momento giusto e con lo spirito giusto. Ogni discussione che non sia in fase di analisi iniziale, all’interno di un workshop o durante l’analisi al raggiungimento di una milestone è molto probabilmente una perdita di tempo, un alibi o nel peggiore dei casi un sabotaggio.

Il problema è che discutere ha un prezzo: il tempo. Ed il tempo è probabilmente la risorsa più importante che hai, di conseguenza quella che non puoi permetterti di perdere. Sei sicuro di voler cedere il tuo tempo al vortice della discussione? Ci sono argomenti dei quali è abbastanza stupido parlare e altri che vanno invece discussi con tempismo. Esatto, ci sono cose troppo stupide o inutili per le quali discutere. Se le riunioni alle quali partecipi durano più di un’ora (e non sono workshop) probabilmente stai già buttando via il tuo tempo.

La discussione è uno degli alibi preferiti di chi non vuole tornare a lavorare. Tutti abbiamo avuto un collega che tira la riunione per le lunghe con domande auto riferite o critiche viziate da onanismo professionale. Che tu sia un runner o un manager devi essere bravo a prendere la mira (goal setting) all’inizio del progetto e per farlo bene serve un’analisi puntuale che può essere arricchita da confronti e discussioni. Successivamente sono altre le attività che richiedono attenzione ed energie. Saper zittire voci esterne o interne inopportune è l’unica maniera di focalizzarsi sull’unica cosa che in alcuni momenti devi fare: correre!

La discussione, se fuori posto, è quell’attraente alternativa, divertissement, al rimanere nel flusso: quello stato di coscienza nel quale una persona è talmente immersa in un’attività tanto da esserne coinvolta totalmente. In questo stato la focalizzazione sull’attività è talmente intensa che la performance è ottimale. Esistono diversi fattori che contraddistinguono l’esperienza del flusso (Flow), eccone alcuni:

  1. avere chiari obiettivi
  2. essere focalizzati sull’attività
  3. la perdita dell’autoconsapevolezza e del senso di sé
  4. distorsione nella percezione del tempo
  5. motivazioni intrinseca massima
  6. senso di controllo
  7. piacere intrinseco

Questo stato, conosciuto anche tra gli sportivi come la zona oppure l’esperienza ottimale permette all’atleta di avere una prestazione massimale e uno stato d’animo positivo ed è intimamente connesso con la capacità di focalizzare la propria motivazione. Quando cedi al diversivo della discussione sappi che stai rinunciando a questo. Come un corridore che passa più tempo a decidere la tipologia di allenamento che a correre.

Quando la discussione assume la forma dello storytelling nella ricerca dell’alibi si parla di autosabotaggio. Se avviene in team il danno è esponenziale. Di questo tipo di atteggiamento ne ho parlato nel mio post di luglio Superare l’autosabotaggio con la ristrutturazione cognitiva. Sta di fatto che dobbiamo fare economia. Di tempo e di energie.

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