Come leggi il mondo che ti circonda?


In un post di qualche mese fa intitolato Superare l’autosabotaggio con la ristrutturazione cognitiva scrissi:

Se la lettura di una situazione ora non ci permette di cogliere l’opportunità insita in essa dobbiamo cambiare chiave di lettura cercando di trovare la struttura gnoseologica che maggiormente risulta funzionale alla risoluzione del problema. La struttura attraverso la quale leggiamo la realtà è come un paio di occhiali, non siamo in grado di leggere ed interpretare nulla senza una struttura. Cambiare struttura è possibile, ma serve pratica e un continuo allenamento

Il nostro modo di vedere e capire il mondo non coincide con il mondo stesso. L’attività di interpretazione del mondo attraverso strutture cognitive è cosa diversa dal mero evento.

Pietro Trabucchi è molto chiaro in merito ristrutturazione cognitiva. In Resisto quindi sono (2010) scrive:

Ristrutturare cognitivamente qualcosa significa trovare degli elementi positivi in un evento, modificando il nostro modo di guardarlo

Sempre nello stesso volume espone la tecnica ABC di Ellis. Uno dei presupposti di questa tecnica è che la nostra reazione ad un evento non sia linearmente determinata dall’evento stesso. La nostra reazione C (C=Consequences) non è quindi determinata dall’evento A (A=Adversity), bensì dalla nostra lettura e interpretazione di A che chiameremo B (B=Beliefs). Tra l’evento A e il comportamento conseguente C dobbiamo sempre tener conto del filtro cognitivo B.

I nostri comportamenti e le nostre emozioni sono quasi sempre il risultato di un evento sommato ad un’interpretazione

La nostra lettura del mondo determina le nostre azioni molto più di quanto possiamo immaginare. Questo vuol dire che siamo responsabili delle nostre azioni e reazioni agli eventi negativi. Nell’affermazione di Ghandi

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

si nasconde anche un po’ di questo. Saper ri-strutturare attraverso i filtri cognitivi il nostro rapporto con il mondo, scoperto ora in una sorta di bilateralità, è il punto di partenza di un nuovo essere ciò che vorremmo che il mondo sia.

In filosofia spesso si è ricorso spesso al termine tedesco Weltanschauung (non traducibile in maniera totalmente fedele in italiano). Ciò che rende la Weltanschauung un qualcosa di più ampio della visione del mondo sta nel suo portarsi appresso i cosiddetti Beliefs che abbiamo visto nella tecnica di Ellis. Stiamo parlando dell’orizzonte valoriale che filtra gli eventi ai quali assistiamo più o meno attivamente. Sarebbe scorretto considerare passivamente la cosiddetta lettura che facciamo del mondo e degli eventi e ovunque si parli di attività si deve affrontare il tema della responsabilità.
Blog.019

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