Storytelling e cura di sé


Le capacità cognitive di quasi metà degli italiani hanno conosciuto momenti migliori. Come riacquistare terreno e rinsaldare il nostro rapporto con la realtà? Leggendo e scrivendo.

Raccontarsi e cura di sé

Lo storytelling diventa oggi la nostra officina, perché come ho scritto qui lo storytelling non è un’arte, è qualcosa più simile all’artigianato. Ci siamo riscoperti analfabeti e tu mi vuoi insegnare come si racconta una storia? Sì, più o meno. Anzi, voglio trasmetterti il concetto che raccontare ti fa bene (anche se non soffri di analfabetismo funzionale, beninteso), non meno che una bella passeggiata all’aria aperta o di un giro in bici. Nel nostro mondo si è forse un po’ perso il concetto di cura di sé, o forse lo si è confuso con un prendersi cura di sé come una costruzione quasi materiale basata sul principio del possesso: sto bene se posseggo molto.

Il raccontare se stessi si hanno due particolari vantaggi:

  1. L’oggetto del racconto dovrebbe esserci abbastanza famigliare 😉
  2. Dopo aver scoperto che il punto 1. non corrisponde del tutto a verità nasce una sana curiosità che ci spinge ad andare avanti con questo esercizio.

Perché scrivere?

Si scrive per esternare, per porre fuori da sé e non necessariamente di fronte ad un’altro. Scrivere ci aiuta a rileggere la realtà. Il nostro punto di vista sulla realtà è sempre mediato dal nostro approccio alla realtà stessa, da preconcetti o stati d’animo. Scrivere, quindi esternare in modo logico e strutturato gli eventi che viviamo ci aiuta a capirli meglio e in un certo qual modo ad avvicinarsi ad una visione meno soggettiva.

Perché un blog?

Un blog è uno strumento, nulla di più. La cosa più importante è come utilizzarlo e mantenerlo vivo. Il blog è uno strumento facile da utilizzare, gratuito o comunque poco costoso, se si vuole avere un proprio dominio, e facilmente accessibile ovunque. Il blog è la forma evoluta di quello che pochi anni fa veniva (e viene ancora oggi) chiamato diario, è una forma evoluta più  transmediale e interattiva.

Per chi?

Esistono moltissime persone che che scrivono blog privati, ovvero non accessibili a tutti. Può sembrare un controsenso utilizzare il web, luogo di condivisione per eccellenza, per poi non volere aprirsi agli altri. Non lo è, tutt’altro. Ci sono persone molto riservate che non vogliono esternare troppo i propri pensieri.

Ogni quanto?

La scadenza è molto importante, innanzitutto per se stessi, ma anche per il pubblico (se hai deciso di aprire il tuo blog alla rete). Scrivi almeno una volta alla settimana. Avere una scadenza è il modo migliore per non mancare un appuntamento. Sai che il sabato dopo pranzo hai un paio d’ore libere? Sfruttale e dedicale al tuo blog.

Su cosa?

Su ciò che vuoi, ma mantenendo sempre un punto di vista personale. Insomma, cerca di dare una tua prospettiva sul tema del post. Riuscire a dare un proprio taglio all’argomento ti aiuta a strutturare un pensiero razionale e doverlo presentare ti aiuta a razionalizzarlo, a giustificarlo razionalmente.

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