Quando la content strategy si frammenta


Tutto è iniziato con il blog. Uno spazio personale sul quale condividere pensieri, analisi, riflessioni. Uno spazio cosiddetto proprietario. Poi vennero i social (network e media) attraverso i quali abbiamo potuto creare connessioni con una serie di cerchie di persone intorno a noi. A partire da Facebook incentrato sui rapporti innanzitutto personali, attraverso Twitter e i 140 caratteri chiamato appunto microblogging o LinkedIn ideato per le connessioni del mondo professionale.

Fin da subito si è pensato di utilizzare queste diverse reti sociali per pescare visitatori per il proprio sito. Per fruire del contenuto l’utente avrebbe dovuto cambiare piattaforma, uscendo di fatto dal social (luogo pubblico) per venire a casa tua e vedere la famigerata collezione di farfalle.

Un nuovo modello di Content Strategy

Be’, il mondo digitale è in continua evoluzione e i proprietari dei locali dove andavi a rimorchiare visitatori unici (come li chiamava una volta analytics) ha capito che se tu ti porti la donzella a casa, a lui non rimangono che i meme sui Marò e né tu né la donzella per quella sera non consumerete più.

Una strategia di uscita dalla piattaforma dei social in vista di una precisa call to action non è sostenibile nel lungo periodo se non affiancata ad altre azioni locali. Pensare localmente in questo caso vuol dire condividere contenuti fruibili direttamente sulla piattaforma che si sta visitando. Pensa un po’ a come è cambiato il mondo dei video negli ultimi mesi.

Per fare questo è necessario avere però ben chiaro vantaggi e svantaggia della condivisione di contenuti su piattaforme non proprietarie.

Vantaggi:

  1. Velocità e facilità di fruizione per l’utente
  2. Creare e rafforzare relazioni all’interno di una determinata cerchia di persone.

Svantaggi:

  1. Dati di insights parziali.
  2. Mancata indicizzazione sui motori di ricerca.
  3. Inaccessibilità di alcuni contenuti da parte di utenti non loggati.
  4. Necessità di replicare i tuoi contenuti sulle piattaforme
  5. Meno visite sul tuo sito
  6. Minor tempo a disposizione

Ogni obiettivo ha la sua strategia

Ritengo molto interessante la proposta di LinkedIn con il suo Pulse così come è da scoprire la corrispondente iniziativa di Facebook che vorrebbe risollevare le sorti delle poco fortunate Note. Non dimenticare tuttavia che non esiste una strategia efficace per tutti. Dipende dai tuoi obiettivi. Se le tue azioni di marketing mirano ad aumentare il numero di utenti sul tuo sito non andrei a creare direttamente contenuti su piattaforme non proprietarie. Allo stesso tempo se la tua strategia è quella di creare conversazioni non devi dimenticare che il tuo utente va messo in condizione di essere massimamente a proprio agio e quindi perché non approfittare di questi nuovi strumenti? Poco importa se sei al bar o in ufficio quando il tuo utente firmerà il contratto e diventerà tuo cliente, non trovi?

Blog.004

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