La scrittura, la natura umana e le capacità cognitive


Al meraviglioso tema dallo storytelling ho dedicato una serie di post e una intera categoria del mio blog. Al tema dell’analfabetismo funzionale solo qualche rapida riflessione come questa. Tra questi due temi, quasi inflazionati al giorno d’oggi, si può creare una correlazione provando a capire quanto intima sia la scrittura nella natura umana.

Uno degli aspetti più curiosi dell’epoca delle bufale è che questa coincida con il periodo storico nel quale è di fatto più facile e veloce trovare informazioni. Oggi che tutti hanno la possibilità di verificare un dato è più facile raccontare balle rispetto a quando non cerano quasi strumenti di ricerca. Paradossale. Questo è un modo di leggere la nostra epoca. Un altro modo è comprendere che gli strumenti per affrontare la minaccia della falsa informazione siano compresenti alla falsa informazione stessa: il web.

Proprio la rete offre gli strumenti necessari ad informarsi, gli strumenti necessari per sbugiardare le cosiddette bufale. Questo perché bufale e analfabetismo funzionale sono strettamente legati. Dove prospera l’analfabetismo, il morbo della bufala attecchisce. Ma in tutto ciò come cosa c’entra lo storytelling?

Tra teoria e pratica
Quando una persona vuole imparare qualcosa sono esclusivamente due le cose da fare:

  1. Studiare
  2. Fare pratica

Se si vuol impara a cucinare è necessario prendere una ricetta e provare a farla, così come per imparare a guidare è necessario studiare il codice della strada e fare le guide necessarie per governare un’automobile. Anche per chi pratica sport funziona così, forse con qualche libro in meno, ma si tratta di imparare una teoria per poi metterla in pratica in allenamento. Il pensiero e la scrittura non fanno differenza se non che tutti noi abbiamo già studiato e imparato a scrivere e a leggere (se così non fosse dovreste avere qualcuno al vostro fianco che vi sta leggendo ad alta voce il mio post). Il nostro problema è la pratica di ciò che abbiamo fatto cinque, dieci, quindici, venti anni fa o forse più seduti dietro un banco a scuola, quando una maestra ci insegnò a leggere e a scrivere.

Scrivere e natura umana 
Scrivere, al contrario di quanto pensino in molti, non è un talento (non nel nostro caso). Non stiamo parlando dell’attività di uno scrittore, non è il caso di chi sta scrivendo un romanzo o di chi comunque ha velleità artistiche. Stiamo parlando di scrivere come atto costitutivo della natura umana. L’essere umano del mondo che ci circonda è naturalmente un animale che legge e scrive. Il 99% delle informazioni che ci arrivano ogni giorno ci arrivano in forma scritta (cartelli stradali, lettere, email, estratti conto della banca, contratti di lavoro, atti notarili, liste della spesa, etc.). La scrittura non è una pratica relegata al mondo degli artisti o degli studiosi. Una volta realizzato che la parola scritta è il veicolo principale di comunicazione nel mondo nel quale viviamo possiamo finalmente farla nostra, riappropriandocene. È una questione di prendere possesso di qualcosa che ci appartiene e avevamo delegato erroneamente ad altri.

La scrittura come medium tra noi e la realtà
La scrittura ci permette di interagire con gli altri, ma sopratutto è la via più veloce per sottoporre il mondo che ci circonda alla nostra attenzione. Quante volte a scuola ci capitava di ripetere ciò che scrivevamo per ricordare meglio i concetti? Scrivere è in un certo senso presentare un nostro pensiero a qualcuno. È uscire da se stessi per vedere una certa cosa (un fatto, un concetto, qualsiasi cosa sia l’oggetto della scrittura) da una prospettiva diversa. In questo senso la scrittura può essere considerata un mezzo attraverso il quale interpretare la realtà. Iniziare a scrivere vuol dire aprire le porte ad una nuova visione del mondo. La naturalità di questo gesto è intrinseca nell’essere umano, è costitutiva del suo approccio alla realtà. Non essere in grado di raccontare un evento o di strutturare per iscritto un concetto è, come appunto nel caso degli analfabeti funzionali, segno di difficoltà cognitive e di una particolare debolezza nell’elaborazione stessa di concetti.

Riconquistiamo il mondo!
Riappropriarci della scrittura vuol dire riappropriarci di uno dei nostri approcci alla realtà più costitutivi ed il primo passo per farlo è iniziare a… leggere! Leggere e scrivere sono attività indispensabili l’una all’altra. Leggere e scrivere sono un modo per rifare nostra la realtà che ci circonda, per tornare a interpretarla.

Le funzioni cognitive sono anche definite:

quelle capacità che ci permettono una corretta interpretazione e gestione delle informazioni. Vale a dire la memoria, l’attenzione, la percezione, il riconoscimento e la comprensione delle informazioni del mondo esterno, la capacità di dare risposte adeguate e di farsi capire con le parole e le azioni, l’orientamento nello spazio e nel tempo

Riappropriarsi del linguaggio scritto ci aiuta a conquistare un’indipendenza cognitiva perduta. Non giriamoci attorno, se credi al primo link che ti trovi su Facebook e quando ti fanno notare che è una bufala rispondi che per quel che ne sai avrebbe potuto anche essere vero, la corretta gestione delle informazioni e il tuo spirito critico sono agonizzanti se non decedute. Le attività di riconoscimento del mondo esterno sono a questo punto un terreno da riconquistare. Come? Leggendo e scrivendo, ma questo lo approfondimento la settimana prossima.

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