La ricerca di facili commenti e l’istigazione all’odio


Una strategia abbastanza comune di chi vuole attrarre lettori attraverso i social, ed in particolar modo Facebook, consiste nel postare notizie spesso inconsistenti ed alcune volte infondate per attrarre commenti e provocare veri e propri flame.

Negli ultimi tempi molte delle più note testate giornalistiche hanno approfittato di temi quali migranti o l’uccisione del leone Cecil da parte del dentista statunitense per provocare le reazioni di una parte del web. Offese, minacce e il peggio che si possa intuire per una manciata di commenti e di interazioni senza il benché minimo tentativo di moderazione da parte degli amministratori delle pagine. Quando ci si è accorti che il dicibile e non solo era stato detto sono spuntate notizie sulla presunta morte del fratello di Cecil, per non parlare della cacciatrice italoamericana sulla quale ci si è scagliati poco dopo trasformando il giornalismo sui social in un tiro al bersaglio cieco e ignorante.

La domanda che mi pongo è: tutto questo è comunque engagement? La risposta è no, senza se e senza ma. Questo non è neppure Social Media Marketing. È prima di tutto pessimo giornalismo, scarsa conoscenza del mezzo (Facebook nel caso specifico e il web più in generale) nonché incapacità di relazionarsi con il proprio pubblico.

Misurare il proprio operato sui social attraverso il numero di commenti e di interazioni di questo tipo su Facebook è abbastanza inutile. Che tipo di relazione stai creando con la tua community? Non è vero semmai che stai applicando i comportamenti del web 1.0 al mondo dei social limitandoti a pubblicare senza poi creare rapporti? Cosa stai creando con questa strategia? Esiste una strategia dietro questo comportamento o siamo piuttosto nel campo del “voglio visite e del resto non me ne frega nulla”?

Lavorare sui social media vuol dire lavorare nel lungo periodo avendo sempre chiaro il concetto di reputazione e di relazione. Fare Social Media Marketing vuol dire avere obiettivi a breve termine per le singole campagne senza dimenticare quelli imprescindibili a medio e lungo termine. Il resto è fuffa.

An old lion of the Serengeti

An old lion of the Serengeti

5 comments

      1. Sì, quello lo so bene. Speriamo che il suo gesto possa suggerire a molti altri di fare lo stesso.
        Non lo pretendo certo da Libero e il Giornale. Mi rendo conto che non tutti possono arrivarci.

        E.

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