7 consigli per rimanere motivati


Qualche giorno fa ho letto un post molto bello di Run Like Never Before, un blog che si occupa di running (ovviamente), intitolato proprio così: 7 consigli da runners per rimanere motivati.

Mi ha colpito molto perché spesso la motivazione e non le gambe sono l’aspetto decisivo per portare a termine una gara. Ciò che mi ha colpito maggiormente è come almeno cinque di questi sette consigli si possano leggere in chiave manageriale. Più entro nel mondo del running e più mi rendo conto dei forti legami tra i due temi. Non a caso Daniele Barbone ne parla spesso nel suo bellissimo libro Runner si diventa: dall’ufficio al deserto. Il running diventa presto un approccio alla vita che ha molto in comune con lo spirito imprenditoriale. Di Daniele magari parliamo la settimana prossima

Non tutti i sette consigli per rimanere motivati sono centrali nella vita di un manager o di un professionista, ma è utile focalizzarci su ognuno di questi sette punti per capire come attività apparentemente così diverse abbiano così tanto in comune.

Pianifica la settimana
Mai attività si è dimostrata migliore nella vita di un manager o di un libero professionista. Dobbiamo essere consapevoli del tempo che le nostre attività ci chiedono, cosicché da poter sfruttare al meglio ogni mezz’ora del tempo che abbiamo. La gestione del tempo, grazie alla calendarizzazione degli appuntamenti e delle attività come gli allenamenti per i runners, è vitale e irrinunciabile. Pianificare, in entrambi i mondi (running e managerialità) vuol dire ottimizzare e focalizzare.

Svegliati presto
Io ho due bimbi piccoli quindi da questo punto di vista la decisione risvegliarsi presto non la prendo io, ma è pur vero che le prime ore del mattino sono le migliori e quelle dove riusciamo a ragionare meglio, com più lucidità. Svegliarsi presto vuol dire andare a letto presto per non essere degli zombie la mattina dopo. Svegliarsi presto vuol dire essere più attivi durante il giorno e non dover rinunciare a parte del carburante necessario per affrontare le sfide di ogni giorno. Questo è a parer mio un punto utile da ricordare, ma non essenziale.

Obiettivi a breve
Porsi obiettivi troppo lontani nel tempo può essere inefficace come porsene troppo importanti. Se si ha come obiettivo un risultato nei prossimi 12 mesi è il caso di darci dei sotto obiettivi mensili o almeno trimestrali, che ci facciano sentire il fiato sul collo. Si corre il rischio di fare male i conti e arrivare in prossimità delle scadenze che non si è lavorato abbastanza. Impegnarsi per qualcosa che verificherai a breve è tutt’altra cosa. Nel running sono delle gare da 10 km in vista della mezza maratona. Gli obiettivi a breve ci aiutano a tenerci focalizzati sui KPI (Key Performance Indicator, indicatori di performance) per noi più importanti.

Compagnia
Per i runners vale il correre in compagnia. Per i manager e i professionisti vale il continuo confronto attraverso riunioni e call periodiche (meglio se settimanali o quindicinali) costanti. Attraverso il confronto con colleghi, amici, competitore nascono sempre (e lo dico con cognizione di causa) idee fruttuose. Soprattutto circondarsi di professionisti di alto livello possiamo mettere in dubbio le nostre convinzioni e superare i nostri limiti. Nel running questo è vero per molti ma, a differenza del management, non è valido per tutti. Io ad esempio prediligo uscire da solo, senza distrazioni, per stare in silenzio e ritrovare un po’ di quel me stesso che si é perso nel frastuono del quotidiano. La compagnia per me è correre in competizione, in gara.

Scommettete su voi stessi
Chiunque voglia intraprendere qualsiasi attività deve imparare a credere in se stesso. Non esistono scorciatoie. Tanto per il runner quanto per il manager imparare a conoscersi e potersi fidare di se stessi è vitale. La strada per la conoscenza di sé passa da una costante attività di mettersi alla prova. Se impari a conoscerti sai dove puoi arrivare con un po’ di impegno e sai quando scommettere senza fare salti nel buio. Non si può credere in se stessi senza conoscersi almeno in parte, e la self confidence è la chiave del successo. Conosci te stesso gnôthi sautón, diceva Socrate citando l’incisione nel tempio di Apollo a Delfi. Socrate sapeva che qualsiasi tipo di conoscenza deve partire da se stessi e ci si conosce quando ci si mette alla prova nei momenti di extra-ordinarietà della vita, quando appunto si scommette su se stessi.

Medaglia
Questa è l’unica attività che, a mio parere, è difficile trovar nella vita professionale. Per un manager la vittoria e la medaglia può essere un premio per il raggiungimento di alcuni obiettivi particolarmente ardui da raggiungere, ma mi sembra quasi una forzatura. Certo, sentirsi apprezzati aiuta a restare motivati, ma non dobbiamo cercare in altri la fonte delle nostre motivazioni.

Corri bene, mangia meglio
Una vita sana, con un’alimentazione sana sono uno dei tanti accorgimenti per essere lucidi e focalizzati sul lavoro. L’alimentazione di un manager è data da quanto sa coltivare le proprie competenze, quindi in questa accezione possiamo dire che per un professionista la continua formazione e lettura di testi nei quali trovare nuove idee aiutano a rimanere motivati acquisendo nuovi punti di vista e ampliando i propri orizzonti di consapevolezza professionale. Questo punto, come il punto numero due, sono importanti anche se non essenziali. Vivere una vita sana aiuta anche ad essere più lucidi e a raggiungere una maggior efficacia ed efficienza nelle attività di concetto.

Concludendo. Il running (come molte altre discipline) ci insegna il sacrificio, l’impegno, la determinazione così come la conoscono molti professionisti o manager. Al centro di questo tema la motivazione è la spinta vitale ci fa accettare un incarico impegnativo sul lavoro o ci fa iscrivere ad una gara cercando il nostro personal best. Poco importa se indossi le scarpe da running o delle Fricker’s fatte a mano: dove trovi la tua motivazione?

Un'immagine tratta dalla toughviking.se

Un’immagine tratta dalla toughviking.se

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