Personal DeBranding da LinkedIn a Facebook e ritorno


Da diverso tempo si parla di erroneamente di Facebook come del nuovo LinkedIn.
Questo per due motivi:

  1. Il maggior popolamento del social di Zuckerberg
  2. La maggior confidenza con Facebook di utenti con profilo professionale medio basso

è vero che in tutta Europa LinkedIn ha meno utenti attivi di quanti ne abbia Facebook in Italia, ma va pur detto che impostare una strategia di Personal Branding (o Debranding come piace a me) sul principio di “questo social è meglio dell’altro” può solo nuocerti.

Il concetto di Personal Branding si basa sul farsi notare (nel nostro caso online) per le proprie capacità e competenze. In quest’ottica va impostata una strategia che unisca anziché dividere gli approcci. La mossa vincente sta nel coordinare differenti approcci in una strategia più ampia che racchiuda al proprio interno azioni diversificate.

Per un approccio pratico, non è vincente scegliere un social anziché un altro. È vincente capire cosa condividere e come presentarsi in maniera diversa su piattaforme diverse usando linguaggi diversi, il tutto coerentemente con la community con la quale ci si interfaccia, ma mantenendo la nostra identità.

Sull’approccio coerente alla community si potrebbe scrivere un libro. Ogni luogo è popolato da persone diverse con caratteristiche diverse e costumi diversi. In palestra non ci alleniamo in giacca e cravatta e in riunione probabilmente non ci presentiamo in bermuda e flip flop. Proprio qui si innesca il meccanismo polifonico del quale però scriverò la settimana prossima.

Differenti luoghi virtuali, differenti persone, differenti approcci. Il concetto che vorrei passarti oggi è proprio quello di non mettere in conflitto le piattaforme, ma permetti loro di farti esprimere sotto più punti di vista. La necessità di non potersi uniformare non va vista come un limite, bensì come un’occasione di esprimere la nostra identità di professionisti sotto diverse forme. Dal punto di vista narrativo immaginiamo di raccontarci, mettendoci però di volta in volta nei panni di persone diverse.

A questo punto non ti rimane che pianificare la tua presenza sul web. Secondo Riccardo Esposito per farlo bene è necessario avere un blog con dominio proprietario innanzitutto e io sono d’accordo. In secondo luogo, aggiungo, vanno selezionati alcuni social. Per capire quali basti chiedersi dove si trovano online le persone che più potrebbero essere interessate a noi. Una volta identificati i diversi social il gioco sta nel capire come comunicare su ogni singola piattaforma. Lascia che siano le differenze tra queste piattaforme a tirare fuori il meglio di ciò che hai da dire.

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