Storytelling: arte o artigianato?


Alla base del mio lavoro c’è la scrittura. Volendo ridurre la mia attività quotidiana ai minimi termini si potrebbe dire che mi pagano per scrivere. Che siano post su Facebook, tweet su Twitter, o delle news su un sito poco importa. Scrivo per creare attenzione sulle più diverse tematiche e per invogliare il lettore a compiere delle determinate azioni (le cosiddette call to action).

Che differenza c’è allora tra me e uno scrittore? Diverse settimane fa Onice Design scrisse un post dedicato ad Erik Spiekermann. Del corposo post di Stefano Torregrossa mi colpì il titolo, ripreso poi verso la fine dell’articolo:

Invece per un designer è una cosa buona avere limiti, ostacoli, costrizioni, obblighi – clienti, budget, tempo, audience, formati, regole. Perché senza di questi non sei più un designer, sei un artista. Sono questi limiti ad insegnarti ad essere un vero designer: perché non è importante solo arrivare al massimo livello di qualità e dettaglio. È anche importante finire il lavoro in tempo, andare a casa, magari fermarti un po’ prima perché devi pulire la bottega

Erik Spiekermann

Ecco il nocciolo della questione: avere obblighi, ostacoli, restrizioni! Questo vuol dire essere artigiani, non artisti. Il nostro ruolo è di affiancare un’impresa nel perseguire gli obiettivi che essa si pone. Affiancarci ad essa vuol dire consigliare, supervisionare, ma soprattutto mettere impegno, tempo e competenze al servizio di chi ci da lavoro.

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Lo scopo ultimo di un’azienda qual è? Fare utile e creare valore, che piaccia o non piaccia. Il nostro dovere è creare valore intorno a ciò che l’azienda è e vuole ottenere. Lo storytebler è un artigiano ossessionato dalla raccontabilità (perdonatemi l’orrore) degli eventi. Lo storyteller non è un artista, non necessariamente. Lo storyteller è un incontro di competenze umanistiche ed economiche, perché non si può fare questo lavoro senza avere delle conoscenze approfondite di marketing o senza saper scrivere.

Essere storyteller significa svegliarsi al mattino e coricarsi la sera vivendo costantemente in tensione fra due mondi diversi, seppur comunicanti. Le tipiche professioni del web hanno questa caratterista, sono un luogo di incontro tra competenze permeabili, dialoganti e in divenire. Nel mondo del narratore d’impresa gli interessi dell’organizzazione sono i propri e in quanto professionisti si è sottoposti alle leggi di mercato. Quello che non ci rende liberi di svegliarci di mattina per scrivere ciò che ci passa per la testa è anche ciò che che rende fertile il nostro lavoro…….e che comunque ci fa mangiare 🙂

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