Fantozzi e lavorare gratis, la realtà imita il cinema


Avete presente “Fantozzi va in pensione”? Nelle ultime sequenze vediamo il ragionier Ugo Fantozzi recarsi nell’ufficio del super mega direttore, il quale gli propone di tornare a lavorare per lui. Fantozzi, disperato in quanto non è riuscito ad abituarsi alla pensione, si offre di lavorare gratuitamente. Al ché il direttore lo interrompe sostenendo che lavorare gratis non si fa, il povero ragioniere infatti dovrà addirittura pagare per lavorare! Infatti potrà riavere il proprio posto di lavoro in cambio della sua pensione e dell’orologio in similoro ricevuto in precedenza dall’azienda come regalo di pensionamento.

Fantozzi va in pensione uscì nel 1988 nei cinema e nel 1990 approdò sul piccolo schermo. A distanza di 25 anni, la tragica situazione del ragioniere più famoso d’Italia, non fa più tanto ridere. Anzi, sembra quasi, come spesso si dice, che la realtà imiti il cinema.

Oltre al noto caso dell’Associazione Geosport (associazione dei geometri sportivi), la quale per la realizzazione del nuovo stadio di Pisa si è fatta aiutare da stagisti, non pagati, bensì paganti. Parliamo di 150 geometri che per seguire questo “corso di formazione” pagano 600 euro più iva, oltre alle spese di vitto e alloggio. Questa ed altre storie, più o meno agghiaccianti le potete leggere qui.

A tal proposito mi ha fatto riflettere molto questo video, realizzato da Silvia Bencivelli e Natalino Russo (riprese e montaggio Silvia Tarfano).

A questo proposito si aggiungono l’inchiesta di Repubblica che potete leggere qui, e l’approfondimento di Ediltecnico che trovate invece a questo link.

Il succo del discorso è semplice: il lavoro si paga in denaro. Le competenze e il lavoro intellettuale che un professionista svolge va sempre pagato. La scusa della visibilità del curriculum non regge, con il curriculum non si mangia. I professionisti sono senz’altro le figure più vulnerabili a queste vergognose situazioni.

Ognuno di noi si è trovato probabilmente a lavorare senza percepire un compenso, il ché può essere giustificato se si sta lavorando per se stessi e per promuovere il proprio nome o il proprio lavoro. Tutt’altra cosa è lavorare per qualcuno che vuole arricchirsi senza pagare chi si “sporca le mani” per lui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...