Comune di Soave: medioevalismo mediatico e alluvioni


Da ieri l’allarme alluvione ha tenuto sulle spine gli abitanti di Soave (VR).

Io sono uno di quelli!

Mentre i fiumi si ingrossano la situazione nel nord est del Veneto si fa preoccupante. Vicenza e diversi comuni della provincia vicentina sono in allerta. Anche nel padovano e nel trevigiano la situazione è difficile. Nel veronese sono interessati diversi comuni tra i quali Soave, San Bonifacio, Monteforte d’Alpone, Lavagno etc.

Mentre l’acqua percorre le nostre strade a Soave si verifica quello che potremmo chiamare un black out mediatico. Dico potremmo perché questo black out non è momentaneo, è cronico. Il sito di Soave è fermo all’ordinanza sulla chiusura delle scuole.

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Non esistono profili Facebook o Twitter né del comune né della Provincia. Le poche notizie arrivano imprecise e in ritardo dalle radio locali. Radio Adige stamane diffondeva la notizia che l’abitato soavese era stato risparmiato quando ben due quartieri erano già sott’acqua.

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Per non parlare dei cosiddetti mass media che con i social dovrebbero andare a nozze. Il famoso quotidiano L’Arena ha taciuto, parlando di alluvione, dalle 12.28 di ieri 16 maggio fino alle 19,11 sempre di ieri. Questo vuol dire essere sul pezzo?

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Il grande giornale veronese che vanta di essere attivo dal 1866 è stato vergognosamente surclassato da LP Network che su Facebook e Twitter si è dimostrato sempre aggiornato anticipando i cosiddetti “grandi” del giornalismo.

Cari amici del Comune e della Provincia, sapete invece chi si è distinto? Il Comune di Vicenza che tramite il sito e i social network ha tenuto aggiornata la popolazione, suggerendo pure dove portare le auto per evitare il ripetersi di spiacevoli situazioni.

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Colgo per cui l’occasione per chiedere ai dipendenti pubblici, stipendiati dai contribuenti come me, cosa sia stato fatto in questi quattro anni che ci hanno visto vittima di ben 4 alluvioni (ben due a novembre 2010, una a marzo 2011, una a maggio 2013)!
Inoltre vorrei ricordare che basta veramente poco per creare un rapporto con i cittadini attraverso la rete. Se vorrete approfondire il mondo della comunicazione sui social network, i miei contatti li trovate qui, sarò lieto di aiutarvi. E vorrei precisare che non basta avere un paio di account della Proloco soavese su Facebook per fare comunicazione, soprattutto se uno di questi è un account personale, cosa che sarebbe sconsigliata dalla policy di Facebook stessa. E non basta neppure mettere delle foto con il cellulare come un adolescente alla sagra della luganega senza specificare luogo, ora e situazione.

Abbiamo bisogno di informazioni utili!
Abbiamo bisogno di persone che sappiano governare il territorio!
Abbiamo bisogno di persone in grado di informarci e aiutarci!
Mi pare chiaro che queste persone non potete più essere voi!
Non ve ne facciamo una colpa, ci avete provato ed è andata male. Pure io da piccolo volevo fare l’astronauta, ma non ci sono riuscito. Nonostante questo sono cresciuto e ho una famiglia felice. Provateci anche voi.
Non vi chiedo di vergognarvi perché probabilmente non ne siete in grado. Forse state già pensando a come dare la colpa ai Maya. Non temete, avete migliaia di concittadini che si stanno vergognando per voi.

Un cittadino soavese

6 comments

  1. “Contatti: Per contattarmi scrivi a wierer(et)me.com”
    Si scrive AT e non ET.
    Fai il consulente ma probabilmente avresti bisogno di un consulente a tua volta.

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  2. Forse un po’ troppo duro ma discorso più che giusto.
    Lavoro a Soave, in una delle tante aziende, duramente colpite dall’alluvione del 2010. Beh, questa mattina e in tutta la giornata di giovedì, clienti e fornitori telefonavano allarmati a causa della situazione “poco aggiornata”.
    Foto su facebook che per la maggior parte riportavano la dicitura “Soave ora – Soave adesso – Soave un ora fa…” tristemente inutili dato che sulla home non appare l’ora dello scatto e peggio ancora se la foto viene condivisa da altri utenti
    Falsi ed inutili allarmismi (il 45% delle telefonate questa mattina cominciava con “Mi hanno detto che siete di nuovo sott’acqua!”
    Telefonate da clienti che non sapevano come raggiungerci (dire che è tutto a posto e che non abbiamo subito l’alluvione è incoraggiante, ma confessare al cliente che tutte le strade sono chiuse per PURTROPPO carenza di informazioni non lo è proprio!).
    Per non parlare di amici e parenti che, non trovando risposte dai nostri cellulari, chiamavano per sapere se eravamo vivi!
    La gestione emergenza on-line di Vicenza è piaciuta molto anche a me… già dall’alluvione del 2010!!! E’ sicuramente un esempio da seguire: oggigiorno anche un veloce avviso sui social, visibile dalla maggior parte degli smartphone, può salvare scantinati… e a volte anche delle vite.

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    1. Piermatteo, grazie per il commento. Sicuramente sono stato troppo duro. Ho scritto mentre ero ancora pervaso da rabbia, delusione e paura. Erano però rabbia, delusione e paura autentici e non aventi solo lo scopo di provocare o aizzare le persone contro le istituzioni. Sono comunque contento di non essere l’unico ad aver notato il comportamento virtuoso del Comune di Vicenza. Grazie ancora per il Suo prezioso commento.

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      1. Bisogna ammettere che Vicenza è una grande città, non sia mai che i comuni della zona possano istituire un apparato che conglobi Soave, San Bonifacio, Monteforte e limitrofi, in modo da avere una cosa “simile” al servizio vicentino. Fare della corretta informazione facendo riferimento ad un unico sito/pagina/social sarebbe ottimo. Ovvio che si spera non debba mai succedere altre volte, ma come abbiamo visto, la storia si ripete, e generalmente dalla storia si dovrebbe porre rimedio agli errori…

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      2. Infatti, visto che per progetti di questo tipo bastano veramente poche risorse (una persona con le competenze giuste e uno smartphone), si potrebbe pensare di creare qualcosa di molto bello. Rimane la speranza che questa sia veramente l’ultima volta.

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