Barabba e la democrazia liquida


I nemici della Costituzione sono l’indifferenza alla politica che è amore per la vita, e il non voto. Non ti tirare fuori, se ti tiri fuori è terribile, dai il potere alla folla che sceglie sempre Barabba.” (R. Benigni)

Roberto Benigni, in occasione della lettura della Costituzione Italiana, esorta con parole ricche di significato a prendere posizione attivamente alla vita politica del paese. La folla, la moltitudine, il gregge, sceglie sempre Barabba. La moltitudine non è in grado di organizzarsi, di prendere decisioni importanti, la folla è rumorosa, non è saggia.

La settimana scorsa mi è capitato di leggere un bellissimo articolo, anche se forse troppo lungo, sul concetto di democrazia liquida, scritto da Luca Rubinato (vai all’articolo). L’analisi di Rubinato è, a parer mio, straordinariamente ficcante e articolata. Nella prima parte del post è interessante leggere quello che viene definito il “principio della spinta”:

“Due persone in una stanza sono in grado di entrare in relazione in una molteplicità di modi, il più articolato e “intelligente” dei quali è con ogni probabilità la parola. Ma se le persone nella stessa stanza diventano duemila, ecco che parlare diviene sostanzialmente impossibile e l’unica forma di relazione possibile resta la spinta, l’ondeggiare di gruppo, come ben sa chi abbia mai assistito a un concerto o partecipato a una manifestazione. A questo punto, quindi, l’intelligenza del sistema viene definita non tanto dalla somma delle intelligenze dei singoli partecipanti, quanto dall’intelligenza trasmissibile con il metodo di comunicazione possibile. Se quindi la spinta permette una minima trasmissione di intelligenza – il gruppo si muove verso sinistra, quindi anch’io lo faccio – ecco che l’intelligenza collettiva del gruppo si minimizza e l’assemblea diventa massa.”

Tipici esempi di principio della spinta sono, secondo Rubinato, la riunione condominiale o il talk show. Apparentemente sembra che la folla, la moltitudine, non sappia prendere le decisioni migliori.

Ciò che sfugge ai detrattori della democrazia liquida è proprio alla base dell’errore di Benigni. Il popolo non sceglie più Barabba nel momento in cui si informa su Gesù Barabba. O meglio, se lo sceglie lo fa coscientemente e consapevolmente.
La moltitudine legge e scrive, la moltitudine condivide e si confronta. La moltitudine si informa. Così come nelle communities, sono loro stesse spesso a definire l’andamento dei mercati. Ricordiamo per un attimo la celebre frase di Sam Walton (fondatore di Wal-Mart)

Esiste solo un capo supremo: il cliente. Il cliente può licenziare tutti nell’azienda, dal presidente in giù, semplicemente spendendo i suoi soldi da un’altra parte” 

Certo esistono grandi differenze tra il mondo politico e quello dei mercati. Ma una cosa in comune ce l’hanno, si basano entrambi sulla fiducia e sulle relazioni sociali. La politica è semplicemente una community entro la quale non si è scelto di stare, ma dalla quale, in democrazia, dipendono scelte che ci riguardano.

Il futuro passa oggi dalla comunità di persone, dalla formazione e dall’ascolto. Solo grazie a queste attitudini le organizzazione possono interloquire costruttivamente con la massa. La nostra è l’epoca in cui l’informazione non è elitaria e il confronto è continuo, con buona pace delle riunioni condominiali.

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