L’Editoria digitale (e non) del terzo millennio


ebook

Il mercato dell’editoria digitale è ormai una realtà dal punto di vista dei numeri e dei volumi.
Non Parliamo più di promesse, né di un mercato per soli “innovatori”.

In un recente articolo Luca Masali sostiene che negli USA circa un terzo dei libri è venduto in formato digitale, mentre il 20% dei ricavi delle 5 principali case editrici al mondo proviene dagli eBook (fonte: Pennyebook).
Sempre secondo Pennyebook il fatturato previsto nel 2012 era di 550 milioni di dollari, mentre il fatturato reale raggiunto loscorso anno risultaessere di 859 milioni, ben il 22% in più.
Solo Amazon, che detiene il 45% del mercato, ha incassato quasi 400 milioni di dollari.

Questi sono dati che sorprendono nonostante le previsioni dell’Associazione Italiana Editori (Rapporto sullo stato dell’editoria 2011). Nonostante si parli di un mercato dell’editoria (digitale e non) che passa di 3,4 milioni di euro nel 2010 a 3,3 nel 2012, l’AIE prevedeva comunque una crescita del mercato eBooks a fine 2011 di 4-5 milioni di euro. In realtà emerge, dal rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2012, che nel 2011 il volume dei ricavi provenienti da eBook sia stato di 12,6 milioni di euro, oltre il doppio del previsto (+740% sul 2010). Complici di questo fenomeno sicuramente il numero di titoli disponibili, sempre maggiore, e il prezzo degli eReader in netto calo.
Nel nostro paese oltre l’80% dei titoli pubblicati proviene dalla piccola e media editoria.
Mantenendo il trend 2010-2011, i canali tradizionali soffrono (la Gdo a -17,9%), mentre i libri venduti online (digitali e non) crescono del 14,2% (fonte: www.aie.it)

Mentre tuttavia le strategie di vendita dei big (Mondadori, Giunti, Feltrinelli, etc.) hanno approcciato al mondo Social in maniera “aziendale”, il fenomeno dei più piccoli sta divenendo interessante.
In molti casi gli stessi scrittori si relazionano ai lettori utilizzando i social network in prima persona aprendo così le porte ad una comunicazione frammentata, ma affascinante ed efficace!
Si tratta di una rilettura forse inconsapevole della prima tesi del Cluetrain Manifesto del 1999: “i mercati sono conversazioni”.

Approfondirò questo aspetto nel seguito di questo articolo.

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